Brumm, macchinine come gioielli  Il Made in Como che piace all’estero
Modellini in fase di lavorazione

Brumm, macchinine come gioielli

Il Made in Como che piace all’estero

Artigianato e tecnologia convivono nella storica azienda di Oltrona San Mamette. Un successo che resiste alle delocalizzazioni e alla concorrenza cinese, oggi l’export vale il 70%

Ci sono tesori in miniatura, che dietro hanno una grande tradizione e sussurrano la storia di sartorialità tipica del lago di Como.

Come quelli della Brumm, automobiline da collezione, che conservano quel fascino di artigianalità nonostante siano entrati anche i computer in azienda. E nonostante i cinesi facciano una concorrenza spietata.

Ma resiste con onore questa impresa visitata dal Rotary Appiano Gentile e Colline comasche: un’altra tappa affascinante alla scoperta dell’economia del territorio che si lega anche al mito (dopo la serata dedicata alla Spumador) come hanno ricordato il presidente Antonio Moglia e Lino Cappelletti.

Rio Tattarletti - uno dei padroni di casa che preferisce definirsi custode mentre apre le porte – conduce prima attraverso le “grandi”, alcune auto che sono le muse ispiratrici delle “piccole”. Ci sono otto persone che lavorano qui, segni particolari «su misura e in tempi ristretti». E subito sembra risuonare l’imperativo della moda, o dei mobili, a testimonianza di esigenze che ormai avvolgono tutti i settori.

Nel 1962 fu fondata la Rio, da Reno Tattarletti, Nilo e Diego: azienda subito specializzata nelle riproduzioni in scala 1/43 di autovetture d’epoca. La Brumm nascerà 10 anni dopo, con Reno, Virginio Bianchi ed Emilio Molteni. «Oggi la concorrenza dei cinesi è dura – spiega Rio Tattarletti – Altre aziende hanno delocalizzato, ma noi siamo rimasti qui, nella nostra terra. Il nostro è cento per cento made in Italy. I nostri clienti? I collezionisti, prima di tutto i rivenditori».

Ci sono aziende come la Superga che hanno affidato alla Brumm la realizzazione dei modellini con sopra la miniatura delle loro scarpe. Ma sono pezzi sempre più rari.

Certo è che qui si fa tutto: dagli stampi in poi, con le figure professionali che ormai si compattano.

Chi esegue l’automobile in miniatura, oggi deve possedere praticamente tutte le competenze delle varie fasi. Ed è difficile – si sottolinea -trovare queste figure. Arte e progettazione Cad convivono.

Nel libro che celebrava i trent’anni di storia, scritto da Danilo Castellarin, si ricostruiva una produzione di 200mila pezzi l’anno, per il 65% destinati all’estero. Attualmente, la quota export è salita al 70%.

I Paesi? L’Europa soprattutto – osserva Rio – poi Stati Uniti, Giappone, adesso qualcosa si muove in Cina. E dietro la tradizione c’è la volontà di guardare avanti, non solo con il Brummstore online o la newsletter. Del resto, l’impresa è stata la prima casa produttrice di automodelli a organizzare un sito internet, questo già nel 1996.

Estetica e tecnologia sono i suoi valori, ha certificato Cappelletti mentre Franco Arrighi mostrava l’ultima novità: un’edizione limitata di Mercedes W196C (G. P. Gran Bretagna 1954), realizzata proprio per il Rotary.

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