Canepa, altro ribaltone  Il fondo nomina  un nuovo ad
La manifestazione dei lavoratori di Canepa all’ingresso dello stabilimento di San Fermo

Canepa, altro ribaltone

Il fondo nomina

un nuovo ad

DeA Capital ha scelto Marco Cordeddu, l’ingegner Luca Peli resta in azienda. Il manager ha esperienza di gestione di aziende in concordato. Fiducia sugli ordini in arrivo

Canepa, nominato un nuovo amministratore delegato. Un rafforzamento, afferma DeA Capital Alternative Funds Sgr Spa, per gestire questa fase di passaggio sul concordato. Intanto si è ripreso a lavorare negli stabilimenti, con buoni segnali dal mercato.

Marco Cordeddu – figura che già ha gestito analoghe situazioni- è dunque diventato in queste ore il nuovo ad della storica azienda tessile. L’ingegner Luca Peli – nominato amministratore delegato pro tempore lo scorso autunno al posto di Luca Belenghi – resta saldamente in azienda, fa sapere il fondo, con un profilo di Chief Restructuring Officer, quindi legato alle attività operative.

Lui – spiega ancora il fondo che detiene il 67% delle quote societarie – aveva il compito di traghettare in questa fase: la richiesta di concordato in bianco era stata presentata il mese scorso e poco dopo è arrivato il decreto del tribunale, con la nomina del precommissario giudiziale. Una mossa – quella della richiesta appunto – che aveva sollevato allarme tra il personale, i sindacati e nel distretto tessile intero. Canepa è un riferimento per il territorio.

Sono circa 450 i lavoratori degli stabilimenti di San Fermo e Cavallasca, già in cassa integrazione fino ad aprile (quando dovrebbero scattare 105 esuberi). La preoccupazione di fronte al gesto del concordato era tale che si era proclamato anche un giorno di sciopero.

Il fondo era poi intervenuto, con Vincenzo Manganelli e Sara Bertolini, all’audizione in Regione con Filctem Cgil Como, Femca Cisl dei Laghi e Uiltec del Lario, oltre ai rappresentanti politici, ribadendo la volontà di continuare e dunque di rilanciare Canepa, non di abbandonarla: tant’è che aveva immesso di tasca propria ulteriori 2,5 milioni.

Intanto viene confermato un altro aspetto, prezioso: da ieri si sta lavorando dopo la pausa festiva perché sì, il lavoro c’è. Ci sono gli ordini, che poi rappresentano il segnale più importante. Perché Canepa va avanti, il suo personale continua a dare il massimo, nonostante tutta la preoccupazione di questo momento. Piccoli passi, per continuare a sperare e costruire il futuro non solo dell’azienda, bensì del distretto tessile.


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