Come cambieranno le fiere  «Grandi eventi da ripensare»
Il designer finlandese Jouni Leino, 59 anni

Come cambieranno le fiere

«Grandi eventi da ripensare»

Il designer Jouni Leino, suggerisce una svolta eco per il Salone del Mobile

«La domanda è se abbiamo ancora bisogno di queste manifestazioni»

Tra i maggiori progettisti europei, pluripremiato, il finlandese Jouni Leino, 59 anni, è un esperto di eco e urban design. Interviene in merito al dibattito sull’evoluzione del sistema fieristico-espositivo, affrontato oggi nel settimanale economico “Imprese” del quotidiano La Provincia di Como.

Jouni Leino, il distanziamento sociale ha mandato in crisi le fiere. Che sfida si pone ai designer?

La pandemia ha mostrato la vulnerabilità del sistema fieristico. I tour virtuali, i video, le foto -gallery compenseranno l’esperienza? Ne dubito. Suppongo che le fiere debbano sviluppare nuove forme di comunicazione a livello personale. Andare per fiere non è solo vedere nuovi prodotti. É più di tutto incontrare colleghi, discutere, vivere l’atmosfera, sentire come si muove il mondo, essere parte di qualcosa di più grande dei tuoi progetti.

Come ridisegnare gli spazi dell’incontro?

Dopo l’emergenza causata dal coronavirus la parola “incontro” deve essere ridefinita. Ci incontriamo di persona o virtualmente? Primo dovere è l’igiene personale, che deve essere più attento che mai. Anziché mettere bottigliette di disinfettante dappertutto, vorrei vedere nuove soluzioni di design per igienizzare le mani da introdurre in ambienti dove la gente si incontra.

L’esperienza nordica ha qualcosa da suggerire?

Siamo nella stessa barca del resto del mondo. Tutti i miei incontri sono ormai diventati virtuali e sono stato fortunato a non perdere i progetti in corso.

La dimensione virtuale non rischia di spegnere il sistema fieristico?

La domanda cruciale è se abbiamo ancora bisogno di questi grandi eventi. Può essere il momento giusto di ripensare al concept del Salone del Mobile, Se debba evolvere in iniziative più piccole, con vari focus, non saprei dirlo. Se siete come me, uno di quelli a cui manca di passare la serata sulla terrazza del Bar Basso, dopo aver girato le ali della gigantesca fiera di Milano o essere andato a caccia di presentazioni ed eventi per tutta la città, concorderete che non si può proprio pensare a un sostituto virtuale in grado di competere con la fiera in carne e ossa. Triste a dirsi, si prospetta un calo dei visitatori nel futuro prossimo.

Che consigli si sente di dare all’allestimento del Salone del Mobile nel 2021?

La crisi del coronavirus ci lancerà in un mondo migliore? Perché il Salone del 2021 non può aprire un nuovo capitolo in termini di consumi energetici? Potrebbe concentrarsi sull’impronta ecologica di tutto quanto è in gioco: prodotti, allestimenti, trasporti. Sostenibilità, riciclo, produzione eco, con materiali biodegradabili sono comunque nuovi segnali che dà il design.


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