Coronavirus in Ticino  Riaprono ristoranti e bar  Due metri tra i tavoli
In cucina e in sala dispositivi di protezione obbligatori

Coronavirus in Ticino

Riaprono ristoranti e bar

Due metri tra i tavoli

Lunedì 11 maggio la svolta dopo 50 giorni di stop. In alternativa alla distanza, divisori in plexiglass o vetro e tutto il personale dovrà indossare la mascherina

Da lunedì 11 maggio in Svizzera e in Canton Ticino si torna alla pseudo normalità con la riapertura anche di bar e ristoranti e, non da ultimo, delle scuole. Eppure in diverse città della Confederazione - da Zurigo a Berna passando per Basilea e Lucerna - i cittadini (tra loro numerose famiglie) sono scesi in strada per protestare contro le restrizioni imposte dal Governo federale, in particolare contro quelle legate alla libertà individuale. Una mobilitazione che è passata di Cantone in Cantone e che pare destinata ad allargarsi ad altre città.

Il dibattito

Eppure da lunedì la Confederazione compie l’ultimo importante passo dopo un lockdown durato 50 giorni. «Riaprono i parchi e lunedì ripartiranno tante attività - ha scritto sui social il sindaco di Lugano, Marco Borradori -. Sono più di 50 giorni che aspettiamo questo momento, eppure stiamo per affrontare la sfida più impegnativa perché, con la ritrovata (almeno parziale) libertà, saremo tutti chiamati ad una grandissima responsabilità. La situazione sanitaria è stabile, ma il virus non è scomparso e potrebbe tornare a circolare. Ci è stata concessa grande fiducia e sono sicuro che non la tradiremo».

Il pezzo forte di questa “fase tre” è rappresentato indubbiamente in Canton Ticino e in Svizzera dalla riapertura di bar e ristoranti. E questo anche alla luce del fatto che al di qua del confine, bar e ristoranti rimarranno chiuse sino al 1° giugno. Queste alcune regole da seguire: i clienti dovranno consumare cibi e bevande stando seduti e tra i tavoli dovrà essere rispettata una distanza di due metri.

Ieri il Corriere del Ticino ha pubblicato un vademecum sulle regole d’ingaggio. Ad esempio si scopre che alla distanza minima si potrà ovviare applicando un divisorio di diversi materiali, il classico plexiglass (di cui tanto si è parlato anche in Italia in queste settimane) oppure materiali come il legno e il vetro. Non sarà possibile consumare un pasto in piedi. Un discorso a sè riguarda le cucine: difficile tra i fornelli rispettare le distanze. Pertanto i collaboratori dovranno utilizzare mascherine e ove possibile divisori. Consigliato l’uso di mascherine anche per il personale in sala. E veniamo all’argomento clou degli ultimi giorni ovvero la registrazione, non più obbligatoria, dei dati dei clienti.

La registrazione

La comunicazione “sarà su base volontaria” (il garante su questo è stato chiaro e lo ha ribadito anche il Consiglio federale), ma comunque sarà molto importante per “garantire il tracciamento nel caso una delle persone addette al servizio si ammali”. Tema spinoso quello della registrazione dei dati, che già nei giorni scorsi ha valicato i confini della Confederazione. Attenzione però: negli esercizi pubblici non saranno ammessi né giochi né intrattenimenti musicali. In Canton Ticino si sono registrati altri 4 decessi e 3 nuovi contagi, che portano il totale dei casi a quota 3260 (con 338 contagi). L’allerta, nonostante il “liberi tutti”, resta comunque alta.


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