Donne manager di successo  «Anticipare i cambiamenti
CERNOBBIO Barbara Minghetti e alla sua destra Anna Prandoni, Roberta Peverelli, Marilena Lualdi e Elena Midolo

Donne manager di successo

«Anticipare i cambiamenti

A Cernobbio nell’ambito della rassegna Women Innovation. Polacchini (Asf): «Innovazione è trovare gli strumenti per vivere meglio»

«Le donne riescono a stupire molto per le loro idee e con la loro strategia». Marilena Lualdi, giornalista, introduce con la meraviglia per il senso femminile dell’innovazione il convegno Women et Work, nel terzo e ultimo appuntamento a Villa Bernasconi con il progetto Women Innovation, promosso dal Comune di Cernobbio e dall’impresa sociale Il Biancospino con il supporto, per la serata, della Bric’s.

Innovazione è non sentirsi più dire “Abbiamo sempre fatto così!”. Disegna, letteralmente, il suo curriculum Annarita Polacchini che con linearità, ma non senza impegno, l’ha portata a diventare amministratore delegato di ASF Autolinee, azienda con cinquecento dipendenti, tra i quali otto autiste donne. «Innovazione vuol dire tante cose: sostenibilità di prodotto, possibilità di riorganizzare i processi, comunicazione e anche servizio sociale, questo è l’aspetto più difficile perché si tratta di cambiare i comportamenti e la testa delle persone». Per esemplificare come si innova ASF Autolinee, Annarita Polacchini illustra un sistema Gps introdotto in maniera volontaria «Hanno aderito più del 50% degli autisti. Inoltre abbiamo chiesto delle implementazioni al fornitore, facendo evolvere insieme questo prodotto. Innovazione è trovare, giocando di sponda, gli strumenti che aiutino le persone a lavorare meglio insieme». Anche per Roberta Peverelli, architetto nell’ambito del paesaggio alla Peverelli srl, la ricerca di nuovi materiali e la sperimentazione delle loro possibili applicazioni apre alle soluzioni più innovative, a partire da Expo. Determinazione e volontà hanno sostenuto il percorso di Ornella Gambarotto, imprenditrice. Le fa eco Anna Prandoni, direttrice dell’Accademia Gualtiero Marchesi «Cucinare è un lavoro duro - spiega - ma è in casa che l’innovazione ha cambiato di molto la vita delle donne: se anni fa il tempo dedicato alla cucina era di due ore al giorno, ora sono 20 minuti».


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