Frontalieri boom  La rabbia di Udc e Lega  «Schiaffo agli svizzeri»
Mai così tanti lavoratori frontalieri in Canton Ticino, circa il 50% abita in provincia di Como

Frontalieri boom

La rabbia di Udc e Lega

«Schiaffo agli svizzeri»

Raggiunto il record di 66.316 lavoratori. A spingere è l’economia ticinese che cresce del 2% ma pesa molto anche il rientro in Italia dei “dimoranti”

Ieri l’Ufficio Federale di Statistica ha fatto sapere che i lavoratori provenienti da oltre confine nel secondo trimestre 2019 sono 66.316. Numeri da record, dunque, con il terziario a trainare questa crescita importante sì, ma non certo inattesa.

Il dato supera quello record registrato nel secondo trimestre 2017 (66046), che però in dote aveva portato un calo vertiginoso che a fine 2018 aveva toccato il suo punto più basso, con i nostri lavoratori impiegati in Canton Ticino che si attestavano a quota 62053.

Il nuovo record non poteva certo passare inosservato, soprattutto poi se alle elezioni federali - in cui in particolare la Lega dei Ticinesi (per quel che riguarda il Cantone di confine) sta cercando di riottenere un posto al sole - mancano poco più di due mesi. Si vota il 20 ottobre. E così quei 2500 “nuovi lavoratori” che ogni giorno oltrepassano i valichi del territorio (66316 il dato globale) hanno portato in dote una levata di scudi di buona parte della politica ticinese. Mentre Omar Witch, consigliere leghista a Lugano, chiede il blocco immediato dei permessi G, senza cioè il trasferimento della residenza (“Prima i ticinesi in difficoltà”, questo il messaggio postato sui social), nel pomeriggio la sezione ticinese dell’Udc non ha certo usato mezzi termini per radiografare la situazione relativa ai frontalieri, aggiornata ai dati di ieri. «Le ultime statistiche - si legge - sono uno schiaffo a chi ha dato fiducia ai nostri governanti. Stop alla libera circolazione!». Un concetto questo che anticipa i contenuti della nuova consultazione popolare - che prevede l’introduzione di una preferenza light per i residenti - che chiamerà alle urne gli elettori svizzeri il prossimo novembre. Certo l’Udc ticinese ci ha tenuto a precisare che l’attenzione non è rivolta tanto a chi cerca lavoro da oltre frontiera, quanto «a chi in politica ostacola un sano equilibrio a discapito di chi vive in Ticino e deve arrivare alla fine del mese».n 


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