Giovani meccanici
«Noi assumiamo
ma non si trovano»

L’officina Orai di Erba è specializzata nell’assistenza ai mezzi pesanti. «Che fatica il turn over generazionale»

Giovani meccanici «Noi assumiamo ma non si trovano»
L’ingresso dell’officina Orai di Erba

L’officina Orai di Erba

è specializzata

nell’assistenza

ai mezzi pesanti

Trovare un meccanico o un elettrotecnico oggi sembra un’impresa: «È un ottimo lavoro un po’ duro ma non deve spaventare, è una professione molto interessante e mai ripetitiva e noiosa dove le tecnologie sono in continua evoluzione» afferma Luca Canali dell’Officina Orai di Erba, fondata 45 anni fa dal padre Angelo Canali.

Un’azienda a conduzione familiare che conta 9 dipendenti e dove i “ragazzi” assunti 45 anni fa stanno andando in pensione, c’è bisogno di un ricambio generazionale ma è difficile trovare dei giovani. In questo momento mancano all’appello un paio di persone: «Qualcuno negli anni lo abbiamo trovato ma si fa sempre più fatica».

Il 90% del lavoro dell’Officina Orai è dedicato alla riparazione di veicoli industriali partendo dal furgoncino arrivando fino agli autoarticolati: camion, rimorchi, semi rimorchi, pale, trattori. «Offriamo un servizio a 360 gradi che va dai tagliandi alla parte elettronica, quest’ultima sta diventando sempre più presente nel nostro lavoro, qualsiasi cosa sul veicolo industriale ha una componente elettrica. Cerchiamo meccanici ma anche un elettrotecnico : il motore è pieno di sensori».

I più giovani forse vengono spaventati dal fatto che si tratta di una professione in cui ci si sporca le mani: «È un lavoro duro non posso dire che non lo sia ma riesce a dare anche molte soddisfazioni, c’è una buona parte fisica perché ci sono pezzi pesanti da spostare. Non bastano più le nozioni di meccanica tradizionale, servono delle conoscenze specifiche, i mezzi sono progettati da ingegneri e più la tecnologia aumenta, più servono competenze per poter trovare i difetti e riparare i veicoli».

Le figure ricercate escono dagli istituti professionali dedicati alla riparazione, dalle scuole di meccatronica o anche semplicemente di meccanica o elettrotecnica: «Ci vuole tanta passione e curiosità, bisogna sempre chiedersi come funzionano le cose partendo però da una conoscenza imprescindibile di base».

Per alcuni aspiranti meccanici un tasto dolente è rappresentato dagli orari di lavoro: «La nostra clientela è costituita dai trasportatori che non si possono mai fermare. Capita che per soddisfare tutte le esigenze si sforino le otto ore classiche: se c’è un mezzo da finire si rimane dopo l’orario di lavoro stabilito oppure c’è un veicolo da recuperare rimasto fermo in strada e da portare in officina o da riparare sul posto. Si tenta sempre con i controlli preventivi al mezzo di evitare la situazione di emergenza ma può succedere».

Un settore in continua evoluzione dove la formazione e l’aggiornamento sono fondamentali: «Abbiamo creato una sorta di scuola attrezzando una sala corsi interna all’officina dove ospitiamo formatori per rimanere sempre aggiornati sulle nuove tecnologie e sui nuovi impianti presenti sui veicoli. Uno stimolo per chi lavora da noi che ha anche l’opportunità di crescere professionalmente». L. Bor.

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