Gli spazzini dello spazio
battono la burocrazia

D-Orbit grazie a un accordo con UniCredit sblocca un’annosa vicenda: «Ma una start up non può soffrire così»

Era diventato un caso nazionale: gli spazzini dello spazio o recupera-satelliti frenati dalla burocrazia. Per un certificato, a rilento le operazioni e le assunzioni.

Ora la start up D-Orbit, che è supportata da ComoVenture e si trova nel Parco tecnologico scientifico di Lomazzo, è riuscita a mettere a segno una vittoria sul fronte dei finanziamenti, con Unicredit: «L’innovazione vince sulla burocrazia e sul rating bancario.

L’azienda, guidata dall’amministratore delegato Luca Rossettini, è impegnata nella ricerca di fondi per lo sviluppo della propria tecnologia di smaltimento dei satelliti e l’avanzamento nel mercato. E ha trovato concreto supporto in UniCredit; questo con l’erogazione di un finanziamento del valore di 1,2 milioni di euro, che è stato sottoscritto nei giorni scorsi.

«Certo- spiega Luca Rossettini - non sono mancate difficoltà e ostacoli nello sviluppo del progetto e nella crescita dell’azienda: la pratica è durata un anno, troppo per una start up».

Con un’ulteriore riflessione: «Rallentamenti burocratici ci hanno fatto spendere energie che avremmo dovuto e potuto riversare su altre attività».

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