Il business dei rifiuti spaziali  Satellite comasco in prima fila
Una rappresentazione del funzionamento del satellite spazzino

Il business dei rifiuti spaziali

Satellite comasco in prima fila

ComoNext: conto alla rovescia per il modulo D-Orbit: il lancio è previsto il 23 giugno . «È una pietra miliare: permetterà di rimuovere qualunque cosa venga inviata nello spazio»

Da Como all’India per il lancio del primo nanosatellite capace di autorimuoversi al termine della missione. Il sogno di D-Orbit sta per diventare realtà: il 23 giugno è il giorno del lancio su un razzo Indiano Pslv. Mentre già è decollata la campagna di crowfunding attraverso la piattaforma Kickstarter. Si respira grande emozione nell’azienda che si presentò quattro anni fa a Villa del Grumello con questo progetto in tasca: il fondatore e amministratore delegato Luca Rossettini stupì gli imprenditori accorsi a ComoVenture. Houston, non abbiamo ancora un problema, ma presto si presenterà in modo drammatico: i satelliti, una volta guasti o a esaurimento del loro compito, rimangono nello spazio con tutti i pericoli che ciò comporta. Così ComoNext aprì le porte a questa società. Ribattezzata dei recuperasatelliti o spazzini dello spazio, oggi ha più sedi all’estero e in Italia, compreso un ufficio operativo a Fino Mornasco e dà lavoro a 32 persone. A Lomazzo è andato in onda tutto il percorso che attendeva una sola, decisiva tappa: il primo test orbitale di D3 (D-Orbit Decommissioning Device), questo «sistema propulsivo progettato per rimuovere un satellite dall’orbita - spiega l’azienda - con una manovra diretta e controllata al termine della missione spaziale anche nel caso in cui il satellite avesse smesso di funzionare. La stessa tecnologia può essere utilizzata per satelliti di massa fino a cinque tonnellate».

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