Il caso dell’azienda ticinese  dove la mission  è il benessere dei dipendenti
Un’azienda antica e in rapida crescita: i dipendenti di Sintetica sono aumentati del 50% negli ultimi anni

Il caso dell’azienda ticinese

dove la mission

è il benessere dei dipendenti

La storia di Sintetica, azienda farmaceutica di Mendrisio: benefit, bonus per il car pooling, smart working e in orario di lavoro si va a fare la spesa con l’e-bike aziendale

Entri nella hall e trovi giornali, caffè, pasticcini e un banco di frutta fresca, ovviamente km0. Si capisce subito, anche dai dettagli, di trovarsi in un’azienda speciale e del resto non è un caso se Sintetica si è guadagnata sul campo il fregio di “great place to work”, il luogo in cui chiunque vorrebbe lavorare.

Un titolo che, al di là dei riconoscimenti formali, la storica azienda farmaceutica, la più antica del Canton Ticino avviata nel 1921, si è guadagnata sul campo attraverso la soddisfazione dei dipendenti - attualmente 140 nella sede principale di Mendrisio, metà dei quali frontalieri - che viene misurata ogni anno e che raggiunge il 95%, ma soprattutto attraverso un’organizzazione e un pacchetto di interventi a misura di singolo lavoratore che hanno pochi eguali, in Svizzera ma anche in Italia.

L’azienda svizzera definisce il proprio modello con l’espressione “uomocentrico”, il focus è la persona e non è difficile comprendere perché chi viene assunto ha un tasso di fedeltà aziendale altissimo. In altre parole quando si riesce ad entrare è raro prendere la porta in uscita e quando lo si fa non avviene a causa di una propria insoddisfazione professionale.

Giusto per citare alcune delle azioni più significative contenute nel bilancio di responsabilità: contributi per gli asili nido, incentivi per la mobilità sostenibile (al dipendente è assicurato un bonus di 50 franchi al mese e un parcheggio riservato se organizza il car pooling per lo spostamento casa-lavoro, oppure è riconosciuto il rimborso di una parte dell’abbonamento ai mezzi pubblici), flessibilità nell’orario di lavoro (non si timbra il cartellino e capita di frequente che qualcuno dei dipendenti, in orario di lavoro, inforchi l’e-bike aziendale per andare a fare la spesa in uno dei supermercati della zona), progetti consolidati di smart working (è riconosciuta la possibilità del lavoro da casa per più giorni la settimana, senza vincoli di orario e con una reperibilità molto flessibile). E ancora: la palestra gratuita a due passi dalla sede dell’azienda e un food truck appena fuori dallo stabilimento in cui, a pranzo, vengono preparati piatti preparati al momento, ovviamente Km0. Benefit ma anche politiche avanzate di tutela della famiglia con il riconoscimento di un congedo di paternità soprattutto, sino a tre giorni di assenza mensile, senza certificato medico, in caso per accudire un figlio malato. Il tutto anche nel caso di unioni di fatto, coppie dello stesso sesso comprese.

«Great piace to work è una filosofia alla quale ci ispiriamo e che cerchiamo di mettere in pratica nei principi generali e nella situazione personale di ogni singolo lavoratore» spiega Daniele Fontana, responsabile delle risorse umane, assunto in Sintetica con la mission di sviluppare un’organizzazione basata sulla sostenibilità. Poco meno del 50% dei dipendenti, a Mendrisio, è fatto da donne, molte di loro hanno colto la possibilità di lavorare da casa utilizzando una postazione allestita dall’azienda stessa. «Chiediamo reperibilità ma senza forzature – aggiunge Fontana – se chiamo e sei fuori per delle commissioni o per qualsiasi altro motivo, non c’è problema, basta sentirsi in un arco ragionevole di tempo. Poter conciliare famiglia e lavoro è fondamentale per essere persone soddisfatte e motivate. Le nostre linee guida sono gli obiettivi».

Tanto il welfare è tailormade che il bonus per la mobilità è stato riconosciuto persino a un dipendente che abita nelle vicinanze e che di norma va in ufficio a piedi. «In generale siamo molto soddisfatti per i risultati registrati nel campo della mobilità - continua Fontana - quello del traffico generato in particolare dai lavoratori frontalieri è un grave problema innanzi tutto ambientale e nel nostro piccolo crediamo di avere fatto una buona azione più del 50% (70 su 140) dei nostri dipendenti utilizza mezzi alternativi all’auto privata per lo spostamento casa-lavoro».

Metà dei collaboratori è frontaliere, moltissimi i curricula spediti dall’Italia e non solo dalle province di confine: «Ci arrivano candidature da ogni regione italiana e molto spesso si tratta di persone con un profilo di altissimo livello – continua Fontana – persone motivate e disponibili a trasferirsi magari a ridosso del confine pur di lavorare da noi, in molti casi è davvero difficile dire di no».

Chi ha ispirato il modello Sintetica è un manager di origine italiana, si chiama Augusto Mitidieri: «Se mi capita di vedere un mio dipendente prendere la bici elettrica e andare a fare la spesa in orario di lavoro - ha dichiarato a Repubblica - non mi arrabbio affatto, il nostro obiettivo è quello di far vivere bene il personale e siccome il lavoro impatta su gran parte della giornata sarebbe impossibile immaginare una buona qualità di vita in assenza di condizioni di lavoro ottimali».

Spesa in orario di lavoro ma anche il calcio-balilla per scaricare lo stress con i colleghi. «La questione fondamentale – ha detto ancora Mitidieri – non è il minutaggio ma la qualità del lavoro». Il modello organizzativo è di tipo orizzontale e punta al coinvolgimento di tutti i collaboratori attraverso la loro responsabilizzazione. «Solidarietà, rispetto per l’individuo, gerarchia appiattita, atmosfera amichevole ci caratterizzano e stimolano il potenziale della nostra gente» dice di sé Sintetica.

L’uomo al centro è il mantra dell’azienda che ha una lunga storia alle spalle e negli ultimi anni si è rapidamente sviluppata con una crescita dei collaboratori di circa il 50%, quasi trecento in tutto tra l’headquarter di Mendrisio, nella moderna sede in località San Martino, dietro il Foxtown, e il sito di Couvet, nel Canton Neuchatel, a due passi dal confine con la Francia, e le sedi di Münster in Germania e di Londra.

Sintetica è una realtà relativamente piccola (60 milioni di euro il fatturato dello scorso anno) rispetto ai colossi svizzeri del settore farmaceutico, ma oggi leader sui mercati internazionali nell’ambito dei farmaci iniettabili per solo uso ospedaliero, utilizzati nella terapia del dolore: analgesici, anestetici locali e narcotici. Lo scorso settembre Sintetica ha ricevuto il titolo di “azienda farmaceutica dell’anno” da Business Worldwide Magazine in virtù “dell’alta qualità del business proposto. «Il Ceo Augusto Mitidieri – si legge nelle motivazioni della giuria – sta guidando l’azienda in un nuovo modello di business che incoraggia modalità operative di tipo collaborativo e orizzontale, combinando le soluzioni tecnologiche più avanzate con un approccio orientato al posizionamento dell’essere umano al centro».

Una visione che ha generato una rivoluzione di tipo culturale a livello innanzi tutto di management. Uno degli obiettivi principali, ad esempio, è quello di superare il concetto di controllo/comando per favorire la crescita in autonomia dei singoli collaboratori: «Il contesto aziendale, dinamico e fortemente innovativo in termini di idee, progetti, prodotti e soluzioni operative/gestionali, mal si concilia con la logica della gestione delle persone basata su definizione e controllo delle attività – si legge nel codice etico dell’azienda - Molto di più si sposa con un approccio imperniato sulla responsabilizzazione delle persone verso obiettivi chiari, con esercizio di maggiore delega e autonomia nella gestione delle proprie mansioni. I manager, quindi, devono passare da un ruolo marcatamente di comando/controllo a uno più di “coach», gestore di persone, teso a valorizzare i talenti, attraverso la delega e la responsabilità sui risultati, e a premiarne il merito».


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