Porro insulta gli imprenditori
brianzoli/ IL VIDEO
«Siete orrendi, viva l’Ikea»

L’attacco sul web innescato dal dibattito sul Salone del Mobile. Indignato l’imprenditore di Cantù Maurizio Riva: «Parole aberranti»

Porro insulta gli imprenditori brianzoli/ IL VIDEO «Siete orrendi, viva l’Ikea»
Il giornalista Nicola Porro

«Questo signore non può distruggere un territorio in questo modo, offendendo anni e anni di lavoro di intere generazioni».

Maurizio Riva, presidente della storica azienda canturina Riva 1920, difende il territorio dalle accuse lanciate dal giornalista Nicola Porro in un video sul suo sito dove prende le parti di Claudio Luti, neo dimissionario presidente del Salone del Mobile: «Luti si è dimesso per colpa di questi imprenditori che non vogliono fare il Salone. Spero che la fiera di Milano si faccia pagare i 9milioni di euro da questi mobilieri. Se c’è un settore che ha perso meno degli altri è quello dell’arredamento, sono sopravvissuti egregiamente ma i mobilieri hanno paura di fare il Salone a settembre perché pensano verrà poca gente. Questa è l’idea egoista e assurda di quell’imprenditoria che a me non piace. Viva Luti e abbasso il mobiliere che non rischia nulla. Mobilieri brianzoli siete orrendi: dieci mobili dell’Ikea in più piuttosto che i vostri. Siete miopi. Gli imprenditori sani e non chiusi in se stessi sono la cosa più bella che abbiamo in Italia, non questi quattro brianzoli che non vogliono il Salone”.

Porro ha utilizzato parole pesanti e volgari, che qui abbiamo omesso, per definire i mobilieri brianzoli e Riva non ci sta: “Non è possibile attaccare in questo modo un distretto tra i più importanti del made in Italy. E non lo dico solo da imprenditore direttamente chiamato in causa ma penso a tutte le persone che sono occupate in questo territorio dove si è sempre lavorato tantissimo. Ha offeso intere generazioni. È aberrante. Sono le parole di un attaccabrighe. Abbiamo bisogno di tranquillità in questo momento complicato e una persona che si scaglia così contro un territorio non ha senso. Ha offeso tutti dai dipendenti alla classe dirigente. Ha offeso la nostra tradizione e anche i nostri avi che ci hanno lasciato le loro attività e che noi stiamo portando avanti. Un territorio famoso in tutto il mondo, composto da aziende che lavorano in silenzio. Si permette di schernire e di offendere intere generazioni. Non è tanto per la questione del Salone, ha detto cose insensate mettendo alla berlina tutto il distretto del mobile con parole dure e piene di rabbia».

«Mi sento di condannare i toni e i modi con cui sono stati apostrofati i mobilieri canturini e brianzoli – aggiunge Giuseppe Molteni assessore alle Attività produttive del Comune di Cantù – Prima di contestare o condannare un’impresa soprattutto in questo momento bisognerebbe mettersi nei panni degli imprenditori o almeno essere al loro fianco per capire perché fanno certe scelte. Nello stesso settore coesistono realtà completamente diverse. Non possiamo chiuderci a riccio è vero ma allo stesso modo dobbiamo capire perché gli imprenditori in alcuni casi stanno sulla difensiva, hanno una serie di impegni che devono rispettare e se non rispettano gli impegni la prima porta che si attraversa è quella del tribunale. Ognuno di noi in questo momento deve fare di tutto per cercare di uscire da questa situazione drammatica, un approccio pro attivo serve e bisogna dimostrarlo ma prima di condannare chiunque in questo modo, bisogna capire la situazione che sta vivendo».

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