La ditta fallisce, la comprano gli operai  Patrolline, storia di orgoglio e successo
Operai al lavoro alla Patrolline

La ditta fallisce, la comprano gli operai

Patrolline, storia di orgoglio e successo

«È stata dura, ma alla fine siano riusciti a salvare il lavoro e il nostro futuro»

La vicenda verrà raccontata in un film di Walter Veltroni in uscita a maggio, “Indizi di felicità

Volevano salvare lavoro e futuro, ora hanno acquistato quella che un tempo era la loro azienda. Ex dipendenti, oggi imprenditori, in questa missione hanno messo tutto, a partire dallo spirito cooperativo che è stato determinante nella vicenda della Patrolline. Una storia vera, non la trama di un film, anche se guarda caso è finita in un’opera cinematografica: quella in uscita a maggio di Walter Veltroni, “Indizi di felicità”.

Giovedì la Bestidea è stata venduta all’asta: se l’è aggiudicata la Patrolline, per circa 150mila euro.

Detta così, sempre facile. Ma dietro ci sono mesi di sforzi, impegno, anche delusioni. Hanno tenuto duro il presidente Angelo Chianese e i soci (nove in tutto, ora ci sono due dipendenti). Perché ricominciare era qualcosa a loro noto: già l’avevano fatto quando l’impresa dove avevano lavorato per tanti anni, specializzata in antifurti per auto e moto, sembrava destinata alla chiusura.

«È stata quella maledetta crisi del 2008 – ricorda Chianese – Il nostro amministratore unico ci ha provato in tutti i modi, ma alla fine è stato inutile. Io avevo 45 anni, mi sono immaginato di propormi in un altro ambiente. Ma avevo lavorato tanto lì e con un collega ci ho pensato, grazie a una telefonata a Confcooperative abbiamo trovato la strada. Era il marzo 2015, quando abbiamo fatto nascere la cooperativa, Patrolline Group. In soli 17 giorni ci siamo presentati al nostro vecchio amministratore che ci ha concesso l’affitto del ramo di azienda».

Nel frattempo, si mette in moto un altro iter: il fallimento della società originaria. Non mancano le complicazioni, una vertenza sindacale e il rallentamento conseguente dell’asta. Finché arriva un nuovo giorno di marzo significativo, quest’anno: «Il trenta alle ore 9 siamo riusciti ad acquistare la Bestidea all’asta. A completare quello che ci eravamo prefissi in due anni: certo, creare sostentamento per le nostre famiglie, ma non solo. Salvare l’azienda».

Crescono i numeri e i mercati, grazie a un impegno – rimarca Chianese – che è lo spirito di cooperativa appunto. Ciò comporta anche il tagliarsi lo stipendio del 25% sul lordo, affrontare altri sacrifici perché – a parte l’aiuto di Cfi, la società finanziaria di Confcooperative – gli aiuti da altrove non vengono. Hanno parlato in trasparenza della situazione con clienti e fornitori».

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