«Mele e latte, produzioni in salute»
L’assemblea dei pensionati della Coldiretti provinciale ha sviscerato luci e ombre del settore

«Mele e latte, produzioni in salute»

In occasione dell’assemblea dei pensionati la Coldiretti provinciale ha stilato un bilancio del settore. «Rapporto con il territorio un valore aggiunto, l’associazione si sta battendo anche in Europa per il Made in Italy».

Tempi di consuntivi e di assunzioni di nuovi impegni per Coldiretti Sondrio. I vertici della associazione di rappresentanza del mondo agricolo hanno riassunto, in occasione dell’assemblea dei Pensionati Coldiretti che si è svolta in apertura di settimana alla Piastra gli elementi caratterizzanti per il lavoro effettuato in provincia nel 2017.

Coldiretti che viene definita dai propri dirigenti, «un’associazione in forte movimento, che sta raccogliendo riscontri continui sia nella dimensione territoriale, sia in ambito nazionale». Sottolineato l’impegno profuso al fianco delle maggiori realtà produttive valtellinesi.

«Sul comparto frutticolo - ha spiegato il direttore della Coldiretti provinciale, Andrea Repossini - ci siamo battuti a fianco di Melavì, il settore in Valtellina soffriva e noi ci siamo spesi in ogni sede, al ministero a Roma, per difendere e tutelare questa grande tipicità delle nostre zone. Oggi si scorgono finalmente segnali di ripresa, i coltivatori - ha affermato - si avvicinano di nuovo alla cooperativa, possiamo dire che Melavì stia rinascendo e, per questa rigenerazione Coldiretti ha lavorato parecchio. Collaborando con i vertici della cooperativa. Le nostre, lo abbiamo spiegato anche agli interlocutori governativi, sono mele più sicure, meno trattate e vanno tenute nella stessa considerazione che si presta alla mela trentina».

Repossini ha poi parlato dell’impegno riferito al settore lattiero-caseario. «Il latte valtellinese con le tre cooperative di produzione, attive e impegnate sulla filiera, va. Coldiretti - ha ricordato il direttore - ha portato avanti da parte sua, una battaglia convinta sulla etichettatura europea, è stata una battaglia per la trasparenza, i cui effetti positivi si sono avvertiti anche in Valle. Una certa concorrenza estera si è fatta meno aggressiva ed è avanzata anche con questo protocollo la difesa delle Dop».

La Coldiretti ha ricordato che in agricoltura sulle denominazioni di origine lavorano in modo particolare i piccoli comuni e i microterritori, «si tratta di una risposta che nasce dall’ambito locale e che facendo leva sulle tipicità assicura competitività universale alle produzioni. Questo sistema, non dimentichiamolo - ha sottolineato Repossini - è ben espresso e rappresentato da tutto l’agroalimentare valtellinese, rammentiamo che siamo apripista di un modo di fare prodotto ed imporlo, nuovo, dalle grandi potenzialità».

Sempre Coldiretti ha riaffermato le ragioni che hanno guidato nei mesi scorsi l’opposizione alla ratifica del Ceta, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada. «Quell’accordo - hanno ricordato i rappresentanti locali del mondo agricolo - noi lo abbiamo bloccato, era un accordo sbagliato e pericoloso che favoriva la pirateria alimentare e le imitazioni dei marchi. E che non difendeva gran parte delle nostre denominazioni oltre al Made in Italy più prestigioso. Crediamo che la strada da percorrere sia del tutto opposta».

E infatti Coldiretti a Sondrio in questa settimana ha annunciato «l’apertura di nuovi mercati di Campagna Amica», spazi di commercializzazione diretta di prodotti locali.

«Perché - ha affermato il direttore del sindacato rurale, Repossini - noi vogliamo cambiare il modo di vendere l’agroalimentare, di farlo conoscere, apprezzare. Anche a livello regionale stanno crescendo i mercati agricoli dei piccoli conferitori, la trasparenza per ciò che si mangia si impone prima di tutto, vendendo direttamente a chilometro zero i frutti della terra».

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