Meritalia, è un altro Natale amaro  Gli ex dipendenti: «Pagate gli arretrati»
Al Salone del Mobile lo stand di Meritalia è stato per molti anni protagonista

Meritalia, è un altro Natale amaro

Gli ex dipendenti: «Pagate gli arretrati»

Rinviata l’udienza in Tribunale. Due strade: concordato liquidatorio o fallimento. I 22 lavoratori aspettano alcune mensilità dello scorso anno e le spettanze di fine rapporto

Sarà un secondo Natale amaro quello che trascorreranno i ventidue ex dipendenti della Meritalia, l’azienda di Mariano Comense fondata nel 1987 da Giulio Meroni, per anni tra i big dell’arredamento di alta gamma, entrata in crisi nel 2008 e giunta di fatto al capolinea lo scorso agosto, con il licenziamento di tutti i dipendenti e l’interruzione dell’attività produttiva. Giovedì scorso avrebbe dovuto svolgersi al tribunale di Monza la prima udienza per la richiesta di concordato preventivo, ma è arrivato un inatteso rinvio a fine gennaio. «L’udienza – sottolinea una nota della Fillea Cgil – avrebbe potuto portare notizie positive dopo un anno travagliato, ma purtroppo non è stato così: gli ex dipendenti non hanno certezze sul proprio futuro e sono in attesa di sapere quando e se potranno percepire i compensi che spettano di diritto, in seguito al lavoro svolto fino all’ultimo giorno prima del licenziamento».

Le richieste

Gli ex lavoratori di Meritalia hanno chiesto all’Inps l’indennità mensile di disoccupazione, ma sono ancora in attesa di ricevere la tredicesima relativa al 2018, la parte di tredicesima 2019 fino al licenziamento, il preavviso, le spettanze di fine rapporto ed il Tfr. Per avere un quadro più chiaro della situazione sarà necessario attendere la fine del prossimo mese.

È stata davvero una triste parabola aziendale quella di Meritalia, piccola impresa ma molto nota, che ha lavorato con importanti designer come Gaetano Pesce, Lapo Elkann, Doriana e Massimiliano Fuksas. L’azienda, con uno shoowroom a Mariano, in via Como, aveva anche un punto vendita a Milano, in via Durini, ed una filiale ad Abu Dhabi, aperta nel cuore di uno dei mercati che maggiormente apprezza il design made in Italy.

Il momento chiave

Dopo la scomparsa del fondatore, nel 2013, la società è stata guidata da Stefano Meroni, figlio di Giulio, e dalla madre Vanna.

Meritalia, che produceva imbottiti e mobili di alta qualità, ha iniziato ad avere difficoltà dieci anni fa soprattutto a causa del drastico calo della domanda interna, del ridimensionamento degli ordini provenienti dai paesi arabi e del mancato pagamento da parte di alcuni importanti clienti.

L’ulteriore calo dei ricavi che ha caratterizzato gli ultimi anni ha portato l’impresa a scegliere, nel dicembre 2018, la strada del concordato preventivo. In una prima fase, è stato scelto il concordato in continuità. Tuttavia, a causa del grave dissesto finanziario, dopo mesi di trattative con il tribunale di Monza e con i sindacati Filca Cisl dei Laghi, Fillea Cgil Como e Fim Cisl del Laghi, è stata avviata la procedura di mobilità per tutti i dipendenti rimasti. Ora ci sono due strade per il futuro di Meritalia: o il tribunale concederà un concordato liquidatorio, oppure si andrà verso il fallimento. In entrambi i casi, si avvia alla conclusione una storia più che trentennale caratterizzata da grandi successi e dalla realizzazione di prodotti apprezzati in tutto il mondo.


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