«Niente Ponte dell’Immacolata  Il mondo vuole il made in Como»
Cantù - La Pimar ha lavorato per tutto il Ponte. Già ad agosto si era fermata pochissimo

«Niente Ponte dell’Immacolata

Il mondo vuole il made in Como»

La scelta di diverse aziende dell’arredo e anche del tessile: «Il mercato estero non fa pause»

Un mercato che vuole i mobili e i tessuti made in Como. E quindi niente Ponte, se si si può.

Quest’anno l’Immacolata è caduta di giovedì e anche tra le aziende è scattato il Ponte. Uno dei mondi dove si sono registrate eccezioni, è quello dell’arredo. Alcune ditte del Distretto brianzolo, vista la numerosa mole di lavoro hanno deciso di non fermarsi ma continuare a lavorare.

«Per quanto ci riguarda quest’anno è stato molto positivo – dice Fabio Cozza della Pimar – in questi giorni abbiamo deciso di non fare il ponte ma di lavorare anche per tutta la giornata di sabato perché abbiamo delle consegne da fare».

Una scelta obbligata ma piacevole e che ha coinvolto diverse imprese: «Lavoro in questo periodo ne abbiamo molto, ma debbo dire che è stato tutto l’anno ad essere molto positivo. Ci sono molti mercati che sono comunque in continua crescita, sia europei, come Svizzera, Gran Bretagna e Germania che soprattutto del Medio Oriente e dell’Asia».

Anche alla Riva1920 e alla Turri si è lavorato, ad esempio. E nel tessile parla chiaro la scelta della tessitura Taborelli: «Abbiamo tenuto aperto l’unità produttiva che realizza le specialità più particolari. Chiuso quella che fa più volumi».

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