Passione e ricerca  L’arte dell’alta sartoria  rilanciata dai giovani
Michele Giambrocono nel suo laboratorio

Passione e ricerca

L’arte dell’alta sartoria

rilanciata dai giovani

Si divide tra Milano e la villa di Moltrasio, Michele Giambrocono, 25 anni, talentuoso designer. «In ogni capo una persona, il suo desiderio di Libertà»

Giovani talenti decisi a rilanciare l’arte sartoriale “su misura” tornata prepotentemente alla ribalta. Punta ad espandersi sempre più in Italia e all’estero la collezione di Michele Giambrocono, venticinquenne designer che divide la sua vita tra l’atelier di Milano e la villa di famiglia di Moltrasio dove, da bambino, ha scoperto la sua passione per stoffe e modelli.

La visione

«Non sapevo nemmeno che esistesse il lavoro di stilista però capivo che una bella giacca e un bel paio di scarpe erano un segno di raffinatezza - racconta - Il bello deve provocare reazioni, è anche un’idea di libertà: profondamente umana, indissolubilmente legata alle persone, a come scelgono di essere e a come desiderano apparire. Un abito - un abito d’atelier - può ben corrispondere a tutto questo, se riesce a identificarsi con chi lo porta e con le sue aspirazioni, senza compromessi prêt-à-porter».

È a questa ricerca che Michele decide, prestissimo, di dedicare la sua vita. In famiglia respira un’aria che lo avvicina all’arte, alla letteratura e al design: si costruisce qui il primo importante background che sosterrà la sua ispirazione.

I successivi studi artistici e soprattutto gli anni formativi presso l’Istituto Marangoni gli permettono di perfezionarsi e di acquisire quegli strumenti e competenze che finalmente gli consentiranno di creare. Coltiva quindi la sua passione confezionando prima capi per amici e parenti, poi lavora come consulente per alcune case di moda.

Nel 2020, quando il mondo si ferma, trova la spinta per creare una propria linea: Michele Giambrocono Couture, sotto gli auspici di una rosa bianca, simbolo che unisce purezza e delicata sensualità. La collezione inaugurale, primavera-estate 2021, porta il nome di Ala, evoca altezze e spazi liberi, è uno slancio di libertà che anticipa il ritorno alla vita.

Stendhal, con il suo “Il Rosso e il Nero”, fornisce invece l’ispirazione per la collezione autunno-inverno 21-22 che verrà presentata nei prossimi giorni nello spazio Stefano Boeri Interiors a Milano.

Il rosso è la nota dominante su nero, cammello e grigio, e parla di una donna elegante eppure sensuale, metropolitana, attiva, naturalmente appropriata.

I pannelli nascosti, le linee pulite e i volumi a contrasto ne segnano l’eleganza, il disegno aderente, gli svolazzi e gli scolli giocano con la sua femminilità. Velluto, ancora cammello e lane di pregio vestono un uomo sicuro, sobrio, persino classico, con solo il rosso a rivelarne l’ambizione.

La ricerca

Ogni abito di Michele Giambrocono è frutto di un’attenta ricerca: consapevole che le nuove idee non nascono dal niente, guarda prima di tutto alla straordinaria tradizione sartoriale italiana, poi ai grandi couturier come Alaïa, Halston, Armani, Valentino, Mugler, Tom Ford degli anni con Gucci, e Dior che tra gli anni ’40 e ’60, il primo a interrogarsi sul nuovo ruolo della donna in un mondo radicalmente cambiato.

«Oggi la sartoria per affermarsi deve intercettare il presente - dice il couturier - deve radicare le sue creazioni nella realtà attingendo idee da ogni forma espressiva: teatro, danza, musica, arte, letteratura. Ogni abito richiede poi una profonda ricerca tecnica, capace di fornire soluzioni sempre nuove e sempre più attente a ogni dettaglio: la semplicità non è mai facile. Soprattutto, il punto di riferimento di ogni abito è una persona: i suoi desideri, la qualità senza compromessi, la preziosità della fattura, assieme a una certa ricercata sensualità, sono i punti cardinali di questo lavoro antico da salvaguardare».


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