Sca, speranza ma non per il presente
I lavoratori della Sca durante la protesta ieri davanti alla sede di via Cecilio (Foto by pozzoni)

Sca, speranza ma non per il presente

Secondo giorno di protesta, niente arretrati nè garanzie per i posti di lavoro
Mercedes, impegno a riaffidare la licenza e a considerare le professionalità

Secondo giorno di sciopero alla Sca di via Cecilio. Anche ieri mattina l’adesione è stata altissima: decine i dipendenti che hanno presidiato fin dall’alba l’ingresso dell’azienda. Assenti, invece, quelli di Lecco che hanno deciso di far sentire la propria voce attraverso un secondo presidio organizzato fuori dalla filiale di Valmadrera. E lo sciopero ad oltranza continua anche a Parma.

Al centro delle richieste c’è la volontà di sapere cosa ne sarà dei posti di lavoro e soprattutto di quando verranno saldati gli stipendi arretrati, fermi a novembre (di cui peraltro è stato pagato solo il 50%).

Fino ad ora però tutto si è dimostrato inutile ed i lavoratori non sono riusciti ad avere alcun confronto con la proprietà. L’unica novità è arrivata invece da Mercedes Italia, cui i lavoratori si erano rivolti attraverso la rappresentanza sindacale per cercare di avere un colloquio diretto.

«Ci hanno confermato – dichiara Massimiliano Corti della Fim Cisl – che il comasco e le altre zone coperte da Sca sono zone strategiche e non hanno quindi intenzione di abbandonarle. Hanno però specificato che procederanno autonomamente a trovare un nuovo interlocutore».

Contemporaneamente, Mercedes Italia ha fatto sapere ai lavoratori che terrà conto delle professionalità presenti sul territorio. «Riconoscono – aggiunge Corti – che in Sca ci sono delle professionalità già formate e hanno assicurato che ne terranno conto; da Roma comunque hanno ribadito che non intendono sedersi ad un tavolo di confronto diretto con i lavoratori di Sca e questo un po’ mi dispiace perché sono convinto che assieme avremmo potuto trovare la migliore soluzione per i clienti».

A rischio ci sono 154 posti di lavoro distribuiti tra le 13 filiali dislocate in Lombardia ed Emilia Romagna; di queste tre sono ella nostra provincia (Como, Cantù e Mariano Comense), per un totale di 74 lavoratori.


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