Venerdì 27 Marzo 2009

Sicurezza sul lavoro più difficile
Nuove sanzioni e meno arresti

Sanzioni modificate, in alcuni casi aumentandole, in altri diminuendole; conferma dell'arresto in caso di violazione delle norme nelle imprese ad alto rischio, ma sostituzione del carcere con la sola multa pecunaria nell' eventualità di pura violazione formale delle regole. Sono alcuni dei punti cardine del decreto legislativo che modifica il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro del governo Prodi. Il decreto, assicura il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, "irrobustisce la protezione" dei lavoratori, fa chiarezza lì dove regnava invece l'incertezza, e ristabilisce criteri "ragionevoli" nelle sanzioni alle imprese. E, soprattutto, resta "aperto" perché, oltre all'esame della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari, sarà anche sottoposto alle parti sociali. Tra i sindacati c'é però già chi insorge, come il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che giudica le modifiche "un grave errore".

SANZIONI - Secondo Epifani le sanzioni vengono infatti "attenuate". Ma per il ministro del Lavoro non è affatto così e, dice, la Cgil dimostra in questo caso che il suo "é solo un pregiudizio". Rispetto al Testo Unico "qualche volta la sanzione è di più, qualche volta è di meno", ha precisato Sacconi. Per aggiornarle il governo ha preso come riferimento i valori della legge 626 del '94, ha calcolato l'inflazione accumulata nel periodo, che è del 36%, ed è "andato oltre", stabilendo un aumento del 50% rispetto a quegli standard. In questo modo la sanzione arriva per il datore di lavoro a un massimo di 8.000 euro. E' stato inoltre introdotto un meccanismo "di scala mobile" che permette di adeguare le sanzioni "automaticamente" nel tempo. Si è così posto fine al sistema "irrazionale" del Testo Unico, ha detto Sacconi, adottando criteri "ragionevoli".

ARRESTO - Nel nuovo decreto rimane l'arresto per il datore di lavoro che non procede alla valutazione del pericolo nelle aziende ad alto rischio. Insomma resta valido nel caso di violazioni sostanziali. Per le violazioni formali, invece, laddove era prevista l'alternativa arresto-ammenda si passa alla sola sanzione amministrativa ma, assicura Sacconi, "in pochissimi casi".

VIOLAZIONE PLURIMA - Rispetto al Testo Unico viene sostituito inoltre il concetto di "violazione reiterata" con quello di "violazione plurima". Se cioé nel precedente testo, ha sottolineato il ministro, la sospensione dell'attività aziendale era prevista in caso di violazioni dello stesso tipo reiterate nel tempo, ora è prevista invece, si legge nel testo del decreto, nel caso in cui alla prima verifica si riscontrino "almeno tre ipotesi di gravi violazioni" o la stessa violazione si ripeta "per la seconda volta in un biennio".

TUTELE PRECARI - Nel provvedimento sono previste inoltre tutele specifiche per i lavoratori atipici e flessibili, e viene rafforzato il ruolo dell'Inail.

PLAUSO IMPRESE - Le modifiche piacciono alle organizzazioni datoriali, che avevano criticato il precedente Testo Unico. Per Confartigianato, Cna, Confcooperative e Confcommercio il nuovo decreto è sulla strada giusta, mentre i sindacati aspettano il confronto con il governo per proporre i loro miglioramenti. Unica voce critica quella di Cgil e Fiom, che giudicano le modifiche "inaccettabili". "Per colpa del Governo - afferma il segretario nazionale Giorgio Cremaschi - ci saranno più morti sul lavoro".

s.casiraghi

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