Sabato 11 Gennaio 2014

Sisme, trattative rotte

223 VERSO IL LICENZIAMENTO

Il presidio a milano

Dodici ore di trattativa, un giorno infinito tra speranze e rotture. Fino ad arrivare a un tentativo in extremis, ancora per salvare i 223 posti di lavoro. Dalla Regione sembra uscita anche la proposta di 50 uscite volontarie, di un concreto aiuto.

Ma in nottata è arrivata la doccia gelida. Le parti hanno interrotto gli incontri senza trovare l’accordo. E per i 233 lavoratori dell’azienda si profila il licenziamento. Secondo la Cgil l’azienda ha «rifiutato la mediazione con le seguenti motivazioni: no al mantenimento dell’incentivo di 17 mila euro, la non certezza del recupero dei costi il fatto che per l’azienda il recupero dei costi non deve toccare quella parte dei lavoratori che loro ritengono intoccabili».

Intanto ieri i dipendenti hanno trascorso l’intera mattina a Milano, davanti all’agenzia regionale. Sul pullman oltre 70 persone, i sindaci dell’Olgiatese e un atteggiamento positivo: «Non ci toglieranno almeno il sorriso».

Duro il commento di parte sindacale:

«Le motivazioni addotte dall’azienda per non dare seguito ed applicazione all’accordo del 29 novembre oltre che essere pretestuose, infondate sono ingiustificate ed immorali.

Sono state anche verbalizzate da Arifl e le renderemo pubbliche. I motori Sisme usciranno con il marchio dell’infamia a seguito della scellerata scelta di condannare centinaia di famiglie ad una prospettiva drammatica che verrà comunicata con la lettera di licenziamento.

alle 14. di oggi 11 gennaio 2014 saremo al Presidio davanti l’azienda con i lavoratori.

si ripartirà da lì. facendo il punto su tutto quanto successo e decidendo come e cosa fare nell’immediato.

ci saranno cause e ricorsi in Tribunale. ma nulla potrà riporta il principio di verità e giustizia venuto meno da questa condotta immorale in assenza di responsabilità sociale di questa azienda,.

che ha rifiutato il sostegno del Ministero, della Regione, non ha ascoltato i sindaci presenti ieri a Milano, con i parlamentari e i consiglieri regionali. non ha ascoltato la voce del nostro Vescovo Diego Coletti.

ha dimenticato che il presente di oggi è stato costruito con la fatica e il sacrificio di chi oggi drammaticamente sa che potrebbe arrivare una lettera che lo condanna alla perdita del posto di lavoro».

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