Domenica 01 Febbraio 2009

Spinetta-Colaninno: no a Malpensa
"Troppo scomoda, meglio Linate"

Nessun patto segreto sulla nuova Alitalia per la cessione, tra qualche anno, della quota di controllo della compagnia italiana ad Air France-Klm. La conferma arriva dai presidenti delle due società, che dallo scorso 12 gennaio sono ufficialmente partner, con i franco-oladensi al 25%. Prima Jean-Cyril Spinetta, presidente di Air France-Klm, in una intervista al 'Sole 24 Orè e poi il numero uno di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, ospite del programma 'In mezz'orà su Raitre, hanno fornito la stessa versione a difesa dell'italianità della compagnia aerea.
«Siamo una società quotata in borsa, non avremmo il diritto di farlo e neppure lo vorremmo», ha affermato Spinetta.
«Non è prevista alcuna norma, alcun accordo in questo senso», ha detto Colaninno, indicando questa come «la realtà dei fatti» e ricordando la clausola di lock-up (il blocco di pacchetti azionari) che «gli azionisti che hanno fondato Cai si sono dati autonomamente». Per quattro anni, ossia il periodo in cui i soci italiani potranno vendere le azioni solo tra loro (al quinto anno sarà possibile la cessione a terzi ma solo a certe condizioni, tra cui l'ok del Cda) «lavoreranno per rilanciare la società, per investire, perchè Alitalia torni ad essere la compagnia ambasciatore del nostro Paese», ha detto Colaninno.
Esclusi anche eventuali escamotage legati alla quotazione in Borsa, che cancellerebbe il congelamento azionario ma che comunque sarebbe possibile solo a partire dal terzo anno. «Non è certamente la strada per poter vendere ad Air France», ha affermato Colaninno, aggiungendo peraltro che questo «non è il nostro obiettivo primario» tanto che, ha detto, «non credo la chiederemo fra tre anni»; sarebbe «un miracolo». In ogni caso, ha sottolineato, «oggi partiamo con una società senza debiti» che «è partita straordinariamente bene, al di là delle aspettative». 

s.casiraghi

© riproduzione riservata

Tags