Tasse, che incubo
Per una famiglia
480 euro in più

A Como stangata record rispetto all’anno scorso

Gli ultimi aumenti del Comune costano cari

Como

Tasse, aumento di 480 euro rispetto all’anno scorso. Questo l’effetto delle decisioni appena prese dal Comune, sommate ai rialzi (molto meno significativi, nell’ordine di 40 euro) introdotti a livello nazionale. Partendo da uno studio della Cgia di Mestre, abbiamo calcolato l’impatto delle ultime novità sul bilancio di una famiglia media: nucleo monoreddito, composto da un lavoratore dipendente (35mila euro l’anno, quindi niente bonus da 80 euro di Renzi) con moglie e figlio a carico, un’abitazione di categoria A2 (rendita 621 euro), un’auto a benzina e in banca 20mila euro in obbligazioni.

L’addizionale Irpef, alzata al massimo da Palazzo Cernezzi (0.8), costerà quasi il quadruplo dell’anno scorso: questa famiglia tipo pagava 77 euro e ora dovrà sborsarne 280. Ed ecco spiegata la prima “sberla” da 203 euro in più. La seconda è legata alla Tasi, la nuova tassa sui servizi: anche in questo caso l’amministrazione è salita al massimo (3,3) utilizzando però lo 0,8 aggiuntivo per applicare detrazioni in base alla rendita catastale dell’immobile posseduto.

La beffa nei numeri

Per conteggiare il peso di questa tassa, la rendita catastale - nel nostro caso 621 euro - va rivalutata del 5% e poi moltiplicata per 160, il coefficiente previsto per le abitazioni civili; infine bisogna applicare l’aliquota del 3,3 per mille e sottrarre i 120 euro di “sconto” stabiliti dal Comune per gli immobili tra 500 e 650 euro di rendita catastale. Il risultato è un salasso da 224 euro.

Il confronto con altre città - non solo lombarde - evidenziato nel grafico parla chiaro. I comaschi subiscono l’aumento più significativo, se paragonato all’anno scorso. Certo, va specificato che alcuni capoluoghi avevano già alzato l’Irpef in passato, ben prima di Como, e il dato complessivo ne risente.Ma è altrettanto vero che sono in minoranza le città della nostra regione con l’addizionale al massimo, per di più in diversi casi l’esenzione è più ampia (non solo fino a 10mila euro di reddito come sul Lario, ma fino a 13mila, 15mila o 18mila euro).

Detto che Como non ha ancora stabilito l’ammontare della tassa rifiuti, il rialzo rispetto all’anno scorso deriva anche da Roma: l’Iva salita al 22%(72 euro in più), le tasse sulla benzina e sui soldi in banca. Unica buona notizia la diminuzione dell’Irpef grazie alla rimodulazione fatta dal governo Letta con la legge di stabilità (55 euro in meno).

Le scadenze più temute, peraltro, si avvicinano, visto che la prima rata della Tasi andrà versata (esclusivamente attraverso il modello F24) entro il 16 ottobre e la seconda - il saldo - entro il 16 dicembre.

Sotto accusa anche il governo

Il sindaco Mario Lucini si è giustificato chiamando in causa i tagli e i minori trasferimenti decisi da Roma (per questo si è attirato ieri anche gli strali del collega di Cantù Claudio Bizzozero, come si può leggere a parte). Giusto, quindi, dare spazio anche a questi numeri: nel bilancio del Comune sono entrati nel 2012, grazie alle tasse locali, 35 milioni e 600mila euro e più di 6 milioni sono arrivati dallo Stato, portando il totale delle risorse a 41 milioni e 800mila euro.

Nel 2013 stessa cifra dal prelievo comunale (35,6 milioni), poi da Roma 13 milioni (quasi 10 come compensazione per l’abolizione dell’Imu) ma al contempo quasi 12 chiesti indietro per alimentare il misterioso fondo di solidarietà (non è chiaro come venga stabilita la cifra chiesta ai vari Comuni), così il totale dei trasferimenti da Roma si ferma a 2,3 milioni e le risorse disponibili per il Comune a quota 37,9 milioni.

La situazione precipita quest’anno: il Comune è costretto a ricavare dalla Tasi i 9,7 milioni della mancata Imu (Roma non compensa più) arrivando a 43,3 milioni di prelievo locale, deve versare ancora i quasi 12 milioni del fondo di solidarietà e ne ottiene solo 3, ritrovandosi in totale con 35,5 milioni in cassa (6,3 milioni in meno rispetto a due anni fa).

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