Tecnologie d’Impresa. L’azienda di Cabiate dove la settimana è corta: «Tutti i venerdì mezza giornata libera»

Bilancio positivo per la sperimentazione avviata la scorsa estate dall’azienda, ora l’orario flessibile è stato esteso a tutti i 250 dipendenti

«In tutti i settori, dopo la pandemia, è aumentata l’attenzione per la conciliazione vita lavoro – spiega Marta Penati, Ceo di Tecnologie d’impresa – per questo si è deciso di proporre e di organizzare una settimana corta con il venerdì pomeriggio che rimane a disposizione delle persone con la possibilità di frequentare, se lo desiderano, la formazione interna oppure di utilizzare quel tempo come si ritiene».

Una formula flessibile in coerenza con la filosofia dell’azienda, con sede a Cabiate e presto anche a Figino Serenza, nei nuovi spazi che sono stati oggetto del recente recupero industriale della tessitura ex Orsenigo.

Il gruppo offre servizi e consulenza negli ambiti di: sicurezza sul lavoro, medicina del lavoro, protezione dell’ambiente, formazione, analisi di laboratorio, assistenza energetica e sistemi di gestione. Tutti i processi sviluppati, le misure e le analisi effettuate sono certificati e accreditati secondo gli standard internazionali e tutti i tecnici operativi abilitati sono iscritti all’Albo professionale di riferimento.

«La proposta è stata pensata e organizzata solo per personale tecnico che solitamente è fuori sede tutta la settimana, presso le imprese, per le consulenze» aggiunge la Ceo dell’azienda che occupa complessivamente 250 persone e più della metà sono tecnici dedicati alle consulenze. Mentre il personale amministrativo usufruisce già della possibilità di svolgere lavoro da remoto per due giorni a settimana. Per i tecnici, circa 150 persone, è stato quindi introdotto il venerdì pomeriggio libero.

«È stata avviata una sperimentazione a luglio dello scorso anno e, sulla scorta della buona riuscita di questo primo passo, la modalità è stata estesa a tutto il personale tecnico con continuità da settembre 2022. L’iniziativa rientra nelle attività e proposte legate al welfare aziendale». Significa che non è stato variato nessun contratto né si è intervenuti sugli stipendi.

Resta a discrezione di ciascuno decidere se usufruire del tempo libero oppure se dedicare quella mezza giornata ai corsi di formazione.

«In media la metà delle persone sceglie di seguire i percorsi di aggiornamento perché sono importanti sia per il personale assunto da poco sia per chi ha già esperienza – continua Marta Penati – la formazione viene particolarmente apprezzata perché si tratta di una crescita continua e non è solo un momento di trasmissione di contenuti tecnici ma anche di approfondimento delle compentenze trasversali che riguardano il tema della leadership femminile, la gestione delle aggressioni fisiche o verbali oppure come parlare in pubblico» un arricchimento personale in coerenza con l’intenzionalità dell’iniziativa che la iscrive nelle diverse misure di welfare dell’azienda.

«In generale si tratta di un elemento attrattivo per il nuovo personale, ma va considerato che nella nostra azienda esiste già un sistema di welfare molto strutturato che presentiamo ai candidati e che viene sicuramente apprezzato. Anche in fase di colloquio si capisce che i giovani richiedono un buon bilanciamento tra vita privata e lavoro» conclude.

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