Martedì 05 Maggio 2009

Tessile, parte "Proposte"
Resta solo l'offerta del lusso

La prudenza è d’obbligo in un mercato fermo, dove è difficile cogliere segnali di ripresa imminente. Alla vigilia di «Proposte», l’anteprima mondiale del tessuto d’arredamento e del tendaggio in programma da domani a venerdì a Villa Erba, il presidente Pier Carlo Viganò traccia un bilancio del settore che vanta numerose aziende specializzate nel territorio. A Cernobbio saranno presenti 107 espositori, di cui 57 italiani e 50 stranieri. Numerosa la rappresentanza comasca formata da: Canepa, Europ Marchini, Fiorete, Giber, Tessitura Leutenda, Molteni Tessuti, Molteni Vincenzo, Olmetto, Oltrona, Ratti, Bianchi Seterie. «L’attività ha subito un drastico calo del 30-35% - esordisce Viganò -. Nelle situazioni più negative si è addirittura dimezzata. Il calo è iniziato lo scorso ottobre, e per ora non si intravede un’inversione di tendenza. Si procede a vista, con un continuo stop and go degli impianti, alimentati da ordini piccoli e discontinui». In questo scenario, molti operatori hanno fatto ricorso alla cassa integrazione. «Con un fatturato in picchiata - continua il presidente - parecchie aziende hanno utilizzato l’ammortizzatore in attesa che la situazione si stabilizzi. Se la recessione si protrae, il fenomeno potrebbe assumere dimensioni preoccupanti. Per quanto riguarda le perdite, finora la gestione di parecchie imprese ha potuto contare su una certa «robustezza» patrimoniale, ma se va avanti così presto verrà a mancare ossigeno anche alle realtà più sane». Pur partendo in salita, i promotori della fiera non vogliono cedere alla paura. «Nonostante le evidenti difficoltà, gli espositori hanno voluto essere presenti alla nostra manifestazione, dedicata all’eccellenza europea. C’è stato un comprensibile ricambio, chi è uscito è stato rapidamente rimpiazzato. Le rinunce hanno interessato comunque solo sei nomi». L’imprenditore non teme cattive sorprese nemmeno sul fronte visitatori. «Sono arrivate le solite conferme - sottolinea -. A dimostrazione, che anche in un momento di crisi l’interesse per la qualità non accenna a diminuire, anzi i buyer cercano maggiomente di esplorare la miglior ricerca in termini di stile e innovazione tecnologica. Il nostro posizionamento nell’alta gamma si è rivelato vincente, mentre le altre aggregazioni, modellate su un’offerta più bassa, sono sparite». Chiaro il riferimento a «Scoperta», rassegna concorrente che si è via via affievolita, fino a scomparire quest’anno dal calendario, come altre micro-macro esposizioni sorte all’ombra del polo cernobbiese. Che, invece, tiene. Non solo. Questa stagione, per iniziativa del presidente della Camera di Commercio di Como, Paolo De Santis, si arricchisce anche di un ingrediente culturale: la mostra Collezionismo comasco nel contemporaneo 1978-2008, a cura di Giorgio Verzotti, nelle sedi di Villa del Grumello e Villa Sucota. «È il primo sostegno che riceviamo dal territorio- commenta Viganò- Finora nessun ente pubblico aveva fatto niente per agevolare o implementare la fiera, che oltretutto porta notevoli benefici alle strutture turistiche del territorio». Al riguardo, il presidente chiude con una nota dolente sugli alberghi. «Molti, non tutti - si affretta a precisare - triplicano il prezzo delle camere nei giorni della manifestazione. La clientela si lamenta. Per risparmiare alcuni buyer hanno deciso di ridurre i giorni di permanenza, altri hanno preferito trovare sistemazione oltre confine, tra Chiasso e Lugano».
Serena Brivio

s.casiraghi

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