Mercoledì 17 Luglio 2013

Turismo in difficoltà

Crollo di assunzioni stagionali

Meno personale di servizio anche negli albergi e nelle sale dei ristoranti: la crisi e le minori presenze di turisti fa crollare anche le assunzioni di personale stagionale

Fossero solo la pioggia e la strada: non mancano certo i motivi cui attribuire una parte anche significativa della colpa di quello che sembra essere un 2013 finora piuttosto magro per la stagione turistica estiva valtellinese.

Eppure nessuno tra gli addetti ai lavori vuole cercare in maltempo, basse temperature e vie di comunicazione troppo spesso bloccate, facili scuse per giustificare il calo di presenze registrato quest’estate da Bormio a Madesimo: al fondo del problema c’è, come per tutti i settori produttivi, la difficile situazione economica generale e l’incapacità, dimostrata fino ad oggi a vari livelli, di porvi seriamente rimedio.

E allora l’allarme arriva dagli stessi centri per l’impiego distribuiti su tutto il territorio provinciale, che confermano come il segno meno nell’afflusso turistico, quest’anno, si sia tradotto in un sensibile calo di offerte relative ai posti di lavoro stagionali da parte delle aziende. Così, se il 2013 sembra passarsela fin qui decisamente peggio dei ventiquattro mesi precedenti – durante i quali almeno le località turistiche erano riuscite a limitare i danni –, la difficoltà del settore, che si aggiunge a quella ormai cronica dell’edilizia, finisce per ricadere in prima battuta sulle spalle dei lavoratori stagionali: meno camerieri, meno addetti alle camere negli alberghi dei centri. In tutto una flessione che viaggia fra il -5 e il -10% di contratti di lavoro. E di occupazione anche se a termine.

E se la stagione invernale – inevitabilmente più solida e meno soggetta a variabili rispetto a quella estiva – promette di riportare ossigeno nelle casse di un settore tradizionalmente più a suo agio sulla neve che sotto il sole (nel 2012 in Valchiavenna +10% di presenze rispetto all’inverno precedente), non manca la voce di chi non si accontenta di adagiarsi sulle garanzie della stagione fredda, invocando un deciso cambio di marcia nella gestione comune delle politiche turistiche in provincia di Sondrio: «In Valtellina e Valchiavenna abbiamo tutto: storia, cultura, natura, tradizioni. È un potenziale enorme che purtroppo, però, non riusciamo a sfruttare per mancanza di coordinazione interna e di comunicazione verso l’esterno». La firma è quella del sindaco di Madesimo Franco Masanti, deciso nel sottolineare la necessità di trovare una linea comune nelle politiche rivolte allo sviluppo del settore turistico valtellinese nel suo complesso, mettendo da parte personalismi e conflitti interni per trovare vie d’uscita alla complicata situazione economica: «Dovremmo fare tutti un passo indietro e guardare di meno ciascuno al proprio orticello e più al bene comune: serve un cappello di collegamento unitario tra i diversi ambiti territoriali che, però, finora sembra impossibile realizzare». Problematiche in alcuni casi ataviche quelle sollevate dalle parole del sindaco, ma che potrebbero trovare nella difficoltà del momento l’occasione giusta per essere realmente affrontate.

Anche se, chiude lo stesso Masanti, quello che rimane è in primo luogo la necessità di una spinta dall’alto per far ripartire il motore ingolfato: «Al di là di tutto, a monte, serve che lo Stato intervenga per incentivare la crescita; per esempio, allentando la morsa fiscale che, anche nel settore turistico, grava sulle aziende per ogni dipendente assunto». Che rimane il primo, in ogni caso, a dover togliere le mani dalla borsa – ricca o meno che sia – nel momento in cui si stringono i cordoni che lo legano alla libertà del mercato.

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