Un milione di famiglie non ha soldi
per comprare da mangiare

Nuova fotografia dell'Ista delle famiglie italiane. E ancora una volta emerge l'emergenza povertà legata al reddito: oltre un milione di famiglie itaiane, il 5,3%, non ha i soldi per comperarsi da mangiare. Peggiora comnque la situazione: il 50% vive con meno di 2mila euro al mese.

Sempre più famiglie italiane si trovano senza soldi necessari per mangiare. Almeno una o più volte l'anno c'è chi per comprarsi il cibo ha dovuto farsi prestare i soldi o ha pagato a credito. Una percentuale che è cresciuta dal 4,2% del 2006 al 5,3% nel 2007. Si tratta di oltre un milione e duecentomila famiglie che nel 2007 hanno dichiarato difficoltà nell'acquisto, almeno una volta nei dodici mesi precedenti, per le spese alimentari. E' quanto emerge dalla ricerca Istat sulla "distribuzione del reddito e le condizioni di vita in Italia", presentata oggi.

La percentuale di famiglie che ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese è leggermente aumentata, dal 14,6% del 2006 al 15,4% della fine del 2007. L'Istat segnala un lieve peggioramento in relazione alla mancanza di risorse, almeno una volta nei dodici mesi precedenti, per il sostentamento delle spese alimentari (dal 4,2 per cento nel 2006 al 5,3 per cento nel 2007) e mediche (dal 10,4 per cento nel 2006 all'11,1 per cento nel 2007).

"Sostanzialmente stabili - si legge nel rapporto - le difficoltà riscontrate nel pagamento delle bollette, nella possibilità di riscaldare adeguatamente l'abitazione e nell'acquisto del vestiario necessario". Nonostante le difficoltà del Sud, è al Nord e al Centro che si registra "un più marcato aumento delle difficoltà" rispetto all'anno precedente: passano dal 10,7 all'11,9% le famiglie settentrionali che non arrivano con facilità a fine mese e aumenta, dal 6,8 al 9,3%, la percentuale di famiglie residenti al Centro che dichiarano mancanza di risorse per le spese mediche e dall'11,3 al 14,1% per l'acquisto del vestiario. Anche nel 2006, come già nel 2007, le famiglie che vivono prevalentemente di reddito da lavoro autonomo affrontano minori situazioni di difficoltà rispetto a chi può contare prevalentemente su redditi da lavoro dipendente.

Per le prime, tuttavia, si registra un aumento leggermente più sostenuto rispetto alla percezione soggettiva del rispondente circa le difficoltà ad arrivare alla fine del mese (dal 9% del 2006 al 10,4% del 2007).

© RIPRODUZIONE RISERVATA