Addio a Dina Sassi, la signora Selene  Dal magazzino alle due “città negozio”
Dina Sassi, al centro al fianco dei familiari e dell’ex sindaco Marcella Tili, il 15 marzo 2017 all’inaugurazione della nuova “città negozio” realizzata in via Comana Lunga (Foto by bartesaghi)

Addio a Dina Sassi, la signora Selene

Dal magazzino alle due “città negozio”

Erba, lutto nell’imprenditoria per la scomparsa della fondatrice

Un esempio per le quattro figlie: «Ci ha insegnato lo spirito di sacrificio»

Per generazioni di erbesi è stata la “signora Selene”, la donna che con coraggio e spirito di sacrificio ha fondato una delle imprese commerciali di maggior successo della città.

Dina Sassi è mancata lunedì all’età di 83 anni, i funerali verranno celebrati oggi alle 10.30 nella chiesa parrocchiale di San Maurizio: nel corso della mattinata, i due punti vendita di via Comana Lunga e di via Pian d’Erba resteranno chiusi al pubblico per lutto.

Insieme al primo marito Romolo Pozzi, Dina iniziò a commercializzare saponi e detersivi artigianali inventandosi i punti omaggio sugli acquisti anni prima che la moda dilagasse in ogni supermercato. All’aprile del 1973 risale la fondazione del Selene.

Riferimento

All’inizio era poco più di un magazzino, ora il marchio è un punto di riferimento su tutto il territorio provinciale per chi è in cerca di casalinghi, vestiti, intimo, cancelleria, giocattoli ed elementi di arredo. Rimasta vedova con quattro figlie all’età di 39 anni, Dina si è risposata con Giuseppe Bonmezzadri che l’ha aiutata a rendere il Selene un’attività sempre più grande e di successo. Oggi conta due punti vendita: quello di via Comana Lunga, inaugurato nel 2017, e quello di via Pian d’Erba, realizzato nel 1990 e ampliato nel 2013. Al timone ci sono ora le quattro figlie. «Dina è stata una grande madre e una grande donna - dice Carmen Pozzi, la figlia maggiore - e mi piace pensare che sia stata una formichina nel grande formicaio del mondo: la sua operosità ha contribuito a migliorare l’ambiente in cui viviamo, se tutti fossero come lei il mondo sarebbe un posto migliore». Per le figlie, Dina è stata un esempio come madre, moglie, nonna e imprenditrice. «Ci ha insegnato lo spirito di sacrificio, è sempre stata presente e nei momenti difficili aveva sempre il consiglio giusto da dare. Il commercio lo aveva nel sangue, sapeva prevedere l’orientamento dei consumi: ricordo che iniziò a stampare volantini promozionali quando sul territorio la grande distribuzione ancora non esisteva. Fu inoltre la prima a sperimentare la formula del cash and carry, e fu la prima a chiudere l’esperienza quando capì che il mercato andava da un’altra parte».

I momenti difficili non sono mancati. «Ha avuto il coraggio di investire in quelli che a posteriori si sono rivelati essere i momenti giusti, spesso rischiando: la sua non è stata solo fortuna, aveva uno spirito imprenditoriale innato. E ha avuto la fortuna di essere affiancata da due grandi uomini: Giuseppe Bonmezzadri, il suo secondo marito, l’ha sposata ed è stato al suo fianco per 43 anni; si è portato in casa cinque donne contemporaneamente e per noi è diventato più di un padre. Tutte noi sorelle gli staremo vicine, quello che ha fatto per la nostra famiglia e per il Selene è impossibile da descrivere».

Le sorelle Pozzi stanno ricevendo decine di messaggi e telefonate. «Stiamo scoprendo proprio in queste ore quanto Dina fosse apprezzata e amata - conclude Carmen - E in effetti è una di quelle persone di cui sentirà moltissimo la mancanza».n 
Luca Meneghel


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