Alserio, una tanica di olio nel lago  Pesci morti e cigni imbrattati
Uno dei cigni nel lago impregnato dall’olio sversato (Foto by Stefano Bartesaghi)

Alserio, una tanica di olio nel lago

Pesci morti e cigni imbrattati

Caccia al responsabile. Il Comune presenta denuncia

Se non è un attentato all’ambiente poco ci manca. Ignoti - forse una, forse più persone, hanno sversato nelle acque del lago di Alserio un quantitativo di circa 15 litri di olio esausto, probabilmente olio per motori, provocando la moria di alcuni pesci e l’imbrattamento del piumaggio dei cigni. Gli effetti sono stati notati domenica 27 settembre da alcuni visitatori del lago che hanno subito dato l’allarme.

La colorazione dell’acqua in alcuni punti del lago di Alserio

La colorazione dell’acqua in alcuni punti del lago di Alserio
(Foto by Stefano Bartesaghi)

L’inquinamento è avvenuto nella zona della darsena privata, non lontano dal confine con Albavilla. Non si capisce chi possa avere compiuto un tale atto di inciviltà. È stata trovata una tanica di colore blu nella zona dove è avvenuto l’inquinamento. Alcuni pesci sono stati trovati morti, preoccupazione per i cigni, che per il momento mostrano il piumaggio imbrattato dall’olio.

Alcuni dei pesci morti trovati vicino alla riva

Alcuni dei pesci morti trovati vicino alla riva
(Foto by Stefano Bartesaghi)

La tanica che conteneva l’olio è stata trovata in  riva al lago

La tanica che conteneva l’olio è stata trovata in riva al lago
(Foto by Stefano Bartesaghi)

Il sindaco Stefano Colzani e molto amareggiato per quanto successo: «Un gesto del genere è inaccettabile – commenta – Ora faremo tutte le verifiche del caso, ma il fatto che la tanica sia stata trovata nei pressi dello sversamento, mi fa ancor di più arrabbiare. Ho già chiesto agli Amici del lago e alla nostra guardia ecologica di effettuare ancora più controlli, e presenteremo denuncia. Potrà anche trattarsi di uno sversamento ridotto, ma non può essere né minimizzato né accettato, anche perché gli effetti potrebbero non limitarsi a quanto abbiamo già visto».

(Simone Rotunno)


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