Asso, cinghiate alla figlia di sette anni  Padre violento finisce in carcere
Un controllo dei carabinieri per le vie di Asso (Foto by archivio bartesaghi)

Asso, cinghiate alla figlia di sette anni

Padre violento finisce in carcere

Fermato dai carabinieri dopo il ricovero della moglie in ospedale

Segni di violenza riscontrati dai medici anche sul corpo della bambina

Una brutta storia di maltrattamenti in famiglia arriva da Asso, dove i carabinieri della locale stazione hanno arrestato l’altro pomeriggio un uomo di 40 anni, uno straniero le cui generalità non possono essere diffuse se non a rischio di rendere identificabile la figlia, che ha soltanto sette e anni e che, purtroppo, di questa è vicenda è coprotagonista, così come la mamma.

L’arresto si deve proprio al coraggio di quest’ultima che in mattinata, dopo essersi fatta medicare al pronto soccorso del Fatebenefratelli di Erba (15 giorni di prognosi), ha deciso di presentare denuncia raccontando ai militari della stazione di Asso d’essere vittima, da tempo, di vessazioni e violenze, fisiche e psicologiche.

La spinta che deve averla indotta a rompere gli indugi è da ricercarsi nel fatto che le stesse violenze, il marito (e padre) le usava anche nei confronti della loro bambina.

Con l’aiuto dei medici, i carabinieri hanno potuto raccogliere più d’un riscontro al racconto.

La bimba - secondo il personale sanitario - mostrava sintomi riconducibili a una sospetto,prolungato maltrattamento fisico. È anche difficile da raccontare, ma per comprendere le ragioni che hanno indotto la procura e i militari a procedere all’arresto, va detto che la bambina sul corpo mostrava segni riconducibili all’utilizzo di funi o cinghie, con diverse ulcerazioni ancora in corso di cicatrizzazione, quindi risalenti a qualche giorno prima. Aveva anche due lesioni ai glutei che secondo il personale medico erano incontrovertibilmente riconducibili a lesioni indotte con mozziconi roventi di sigaretta.

Alla fine, come detto, i carabinieri della stazione di Asso lo hanno arrestato e portato in carcere al Bassone, dove l’uomo resta a disposizione della Procura della Repubblica.


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