Barni, gli auguri del sindaco Caprani  «Covid? Più morti di polmonite nel 2019»
Mauro Caprani, sindaco di Barni (Foto by Andrea Butti)

Barni, gli auguri del sindaco Caprani

«Covid? Più morti di polmonite nel 2019»

Citati i dati Istat. «Non sono un negazionista, ma ragiono con la mia testa»

Nonostante il paese sia stato colpito pesantemente dal Covid con due morti nell’ultimo periodo, il sindaco Mauro Capranifacendo gli auguri di Natale si dilunga parlando di meno morti per Covid a marzo 2020 di quelli per patologie polmonari nel 2018 e nel 2019. Il primo cittadino poi punta il dito contro la stampa che instilla paura, salvo poi mettere le mani avanti e scrivere di «non essere negazionista». Nella tabella dei casi accertati a Barni si parla di 2 persone morte e 25 guarite dal Covid. La lettera del sindaco ha insomma creato un certo malumore in paese soprattutto tra le famiglie colpite dalla pandemia. Scrive Caprani nel messaggio natalizio lungo quasi due cartelle : «Se riuscissimo a leggere freddamente i numeri legati alle vittime attuali e a documentarci sugli scorsi anni scopriremmo che in Italia i decessi a causa di patologie polmonari nel marzo 2019 sono 15.189, l’anno prima 16.220 e incidentalmente sono più del corrispondente numero di decessi per Covid, 12.352, dichiarati nel marzo 2020 nei dati Istat». Tuttavia ci sono 37.700 morti in più in Italia nel periodo gennaio – agosto rispetto alla media 2015 – 2019 sempre secondo l’Istat. Nella lettera Caprani parla anche di una forma di contagio che si diffonde più rapidamente del virus: la paura. «Quella stessa paura che gli organi d’informazione (o distrazione) di massa e produttori di emozioni a flusso continuo ci offrono quotidianamente, in cui l’immagine di una colonna di mezzi militari carichi di feretri o tabelle riportanti i positivi e ed i decessi della giornata alimenta il sensazionalismo e generano irrilevanza della coerenza logica». Il sindaco poi chiarisce sempre nel formulare gli auguri al paese che «il mio non è e non vuole essere un documento negazionista. Non sono un medico o uno scienziato ma uno dei tanti che osserva, cerca di ragionare e si documenta. Sono consapevole il problema esista ma sono convinto che esista la via d’uscita, come hanno dimostrato le generazioni e le società che ci hanno preceduto, meno dotate di tecnologie e sapere, ma straordinariamente dotate di volontà votata al sacrificio personale».

(Giovanni Cristiani)


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