Caccia sul sentiero verso il Bolettone: «Spari vicini a noi, è inaccettabile»

Albavilla La segnalazione di una donna che domenica stava percorrendo la strada per la vetta. «Si rischia una tragedia». Navio (Federcaccia): «Ricostruzione fantasiosa, frutto dei pregiudizi»

Riapre la caccia e torna l’interminabile discussione tra escursionisti e cacciatori, tra chi vuole camminare in tranquillità sui monti e chi invece sceglie di imbracciare il fucile. Una escursionista di Milano si è stupita che domenica, alla riapertura della caccia, gli spari fossero vicini al sentiero. «Domenica, verso le 10,30 stavo salendo al Monte Bolettone, ad un tornante ho incrociato due o tre cacciatori che impegnavano un sentiero alternativo alla salita alla cima – spiega Anna Boatti -. Per questo, già perplessa, ho proseguito sulla strada, giunta in vista del rifugio, con almeno una decina di altre persone, abbiamo iniziato a sentire esplodere colpi di fucile e individuato i suddetti cacciatori che, come fosse la cosa più naturale del mondo, in mezzo al pendio in cui si trova il sentiero escursionistico alternativo e con decine di persone in cammino a poche decine di metri, stavano cacciando».

Prosegue l’escursionista: «Ora, non mi interessa nemmeno sapere se sia già aperta la stagione venatoria, se sia l’orario corretto, se quella sia una zona effettivamente aperta alla caccia; anche a prescindere dalla liceità della presenza di cacciatori, ritengo che sia gravissimo che dei cacciatori si mettano a sparare in mezzo agli escursionisti e, se consentito, gravissimo che sia stato loro consentito. Chi sale al Bolettone deve essere sicuro di poterlo fare senza rischiare di essere impallinato, qualunque strada scelga. Tra l’altro, tra le persone scioccate dalla vicenda, molte avevano cani che si sono spaventati e bambini piccoli. Ma volete che prima o poi ci scappi la tragedia? Sono a chiedere di intervenire immediatamente perché la zona, molto frequentata in ogni stagione non sia più aperta alla caccia, dato l’estremo pericolo per l’incolumità degli escursionisti e aggiungo non solo quelli della domenica, anche se ovviamente il maggior numero di persone aumenta la percentuale di rischio».Mauro Navio presidente provinciale di Federcaccia è decisamente scettico davanti alle parole della donna.

«Molto sinceramente mi sembra una ricostruzione fantasiosa, la caccia è legittimamente praticata sui sentieri montani, nel fine settimana non ho ricevuto nessuna segnalazione di problematiche o di contravvenzioni, non si mette in pericolo nessuno. La categoria dei cacciatori è probabilmente alla signora non gradita, mi sembra per altro difficile che i cacciatori sparino dal sentiero, saranno stati magari in giro a sparare. Questa ricostruzione mi sembra dettata da astio verso l’attività venatoria, domenica era l’apertura dell’attività e c’è sempre chi si lamenta della presenza legittima dei cacciatori, è una segnalazione priva di senso, frutto di pregiudizio».

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