Canzo, dal Nepal all’Oceania
Il mondo di Lo Curto
in mostra a Villa Meda

Il 15 maggio l’inaugurazione della “permanente”. Esposti 300 oggetti donati dal “medico missionario”

Canzo, dal Nepal all’Oceania Il mondo di Lo Curto in mostra a Villa Meda
Il dottor Aldo Lo Curto con una delle maschere esposte a Villa Meda
(Foto di Stefano Bartesaghi)

Una mostra etnica permanente in centro Canzo, nella splendida Villa Meda. In pratica un piccolo museo in cui facendo pochi passi ci si trova immersi tra le tribù dell’Amazzonia e poi in quelle dell’Africa o dell’Oceania.

Una proposta davvero interessante quella in ultimazione nelle tre sale in centro paese resa possibile grazie al materiale donato all’amministrazione comunale dal medico di base e medico missionario Aldo Lo Curto. Un volto noto, non solo ai canzesi. Sempre disponibile quando c’è da dare una mano nelle zone remote del Pianeta, ultimamente si sta prodigando anche negli aiuti a favore dell’Ucraina martoriata dall’invasione russa.

Ma quella in via di allestimento a Villa Meda è un’altra cosa e c’è da restare a bocca aperta per la qualità e quantità del materiale in esposizione, tutto perfettamente conservato nel corso degli anni e dei viaggi.

Molte testimonianze del Paesi e dei popoli visitati e conosciuti dal medico missionario hanno trovato una splendida sede, il museo dovrebbe essere inaugurato il 15 maggio ma in realtà tutto è già in pratica pronto.

Dell’allestimento si è occupa l’architetto Giordano Riva: «Il lavoro è ultimato, in realtà siamo andati con calma negli ultimi anni anche in considerazione delle limitazioni imposte dalla pandemia – racconta - Potevamo inaugurarlo prima ma l’incertezza legata alle limitazioni per il Covid ci ha fatto preferire aspettare. Nel museo ci sono oltre trecento oggetti raccolti da Lo Curto nei suoi viaggi, si va dai copricapi agli strumenti musicali ai burattini».

E l’impatto entrando nelle tre sale è immediato, sembra di essere trasportatati a migliaia di chilometri di distanza anche per l’attenzione data appunto all’allestimento. Nei pochi metri quadrati si trovano oggetti provenienti dalle Isole Salomone, dal Bhutan, dal Nepal, dal Malawi, dal Benin, dal Togo, da Panama, dal Perù, dall’Ecuador e si dovrebbero nominare almeno un’altra dozzina di Stati.

Lo Curto ha per anni viaggiato per aiutare con le sue conoscenze mediche popolazioni in difficoltà.

«Questi oggetti - dice il dottor Lo Curto - spesso mi sono stati donati da indigeni malati per riconoscenza dopo le mie cure. Potrei dire che ogni oggetto mi ricorda il viso sofferente di quel malato, di quella etnia, di quel villaggio».

Per il sindaco Giulio Nava quanto si sta facendo a Villa Meda è estremamente importante: «In una società che tende ad essere sempre più individualistica - ha detto - questa mostra porta ad allargare lo sguardo verso orizzonti più vasti, verso la conoscenza di altri popoli che vivono sulla nostra stessa Terra che ci sembrano così lontani o diversi, eppure condividono con noi lo stesso desiderio di fondo: cercare di vivere una vita migliore e serena».

(Giovanni Cristiani)

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