Canzo, lo spettacolo di Sgarbi incanta  «Vorrei tornare nelle ville del lago»
Vittorio Sgarbi con gli organizzatori dell’associazione 22035 di Canzo durante la serataa a Villa Meda (Foto by Stefano Bartesaghi)

Canzo, lo spettacolo di Sgarbi incanta

«Vorrei tornare nelle ville del lago»

In 200 a Villa Meda per assistere alla conferenza spettacolo del critico d’arte

Lo spettacolo sul genio di Leonardo e la storia dell’arte incanta come fosse la prima volta, ma sul palco di Villa Meda a Canzo Vittorio Sgarbi ha parlato mirabilmente senza però rinunciare ad alcune brevi digressioni. Come quando ha dato al ministro degli Esteri del fattorino nel confronto con un suo predecessore,Giovanni Spadolini. Non è andata meglio al governo definito degli «... scemi totali». Dopo lo spettacolo, durato circa due ore e mezza, il critico, tra una firma di un libro e un selfie, ha rilanciato a “La Provincia” anche il suo rapporto con il Comasco mettendo nel mirino Villa Pliniana a Torno, spiegando di voler tornare a San Pietro sopra Civate, a Villa Olmo e a Sant’Abbondio. «Vorrei rivedere Villa Pliniana perché mi hanno detto che hanno fatto un intervento particolarmente intensivo, una villa rinascimentale in cui ci sono una serie di riferimenti filosofici ed esoterici, quindi tornerei lì. Poi per il resto a Sant’Abbondio, a Villa Olmo, una delle mie escursioni più belle è stata a San Pietro a Civate, una chiesa romanica con un lungo cammino per arrivarci che la rende ancora più interessante perché devi dedicarti a lei».

Vittorio Sgarbi durante la serata di Canzo

Vittorio Sgarbi durante la serata di Canzo
(Foto by Stefano Bartesaghi)

La serata organizzata dall’associazione “22035” di Canzo si è svolta per forza di cose con solo 199 presenti (posti subito esauriti) a causa delle limitazioni in essere. «Sono contrario a tutte le limitazioni che considerano una malattia insidiosa come una malattia mortale. Se una malattia è guaribile come accade adesso si può essere contagiati e poi guarire. Mi sembrano misure lesive. Si può fare un confronto anche con gli altri Paesi d’Europa che sono fuori dell’emergenza. Avremo per queste scelte una serie di persone che non verranno in Italia, si diranno: “Se il governo ritiene che ci sia ancora l’emergenza perché devo andarci? È un’azione autolesionista di un governo di scemi totali». Il modello Italia non gli piace, insomma. «È un modello di cautela, ma andrebbe commisurato a quello che disse Alberto Moraviaovvero che la cura più rapida per il mal di testa è il taglio della testa. Se devo eliminare il rischio per averne altri, non è così che funziona. La mia posizione in realtà è nota e ripetuta da Andrea Bocelli esponendolo a mille critiche, anche lui ritiene questa chiusura di spazi all’aperto sia eccessiva. Mi rassicura la posizione dei virologi che da tempo dicono che la condizione migliore per la salute è quella di stare all’aria aperta. Stare all’aria aperta e tutelare i vecchi, questo si doveva fare e non è stato fatto, e questo è stato un errore del governo. Poi puoi chiudere Bergamo, Lodi, Cremona ma chiudi in modo meno rigido Matera o Ragusa». Alla serata erano presenti diversi amministratori del paese tra cui il sindaco di Canzo, Giulio Nava. Alla fine dello spettacolo Daria Mladenova, la ventenne di Canzo che si batte per il recupero di Casa Pecori a Caslino d’Erba, si è avvicinata a Sgarbi per chiedere un suo intervento, il critico d’arte ha con attenzione preso visione delle immagini dell’importante struttura.

(Giovanni Cristiani)


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