Caslino d’Erba, addio a don Giorgio  «È stato un cittadino esemplare»
Don Giorgio Pontiggia brinda al ritorno in Africa con gli amici di Caslino d’Erba. Era il febbraio 2015 (Foto by Stefano Bartesaghi)

Caslino d’Erba, addio a don Giorgio

«È stato un cittadino esemplare»

Il funerale del missionario vinto dal Covid celebrato dal vescovo Grampa

Ha costruito due chiese e una dozzina di altri edifici religiosi in Africa, ma soprattutto ha portato carità e comprensione in villaggi difficili. Nel pomeriggio del 30 dicembre Caslino d’Erba ha dato l’ultimo saluto a don Giorgio Pontiggia, 77 anni, missionario originario del paese, vinto dal Covid a Sondrio. Don Giorgio ha vissuto per 28 anni in Etiopia, ma nel tempo ha mantenuto vivo il rapporto con Caslino attraverso le frequenti visite. Nella mattinata del 30 dicembre è stato dato l’ultimo saluto a Sondrio dai salesiani della comunità di San Rocco di cui faceva parte. Diversi i caslinesi che hanno voluto dare l’ultimo saluto al missionario, presenti anche gli alpini e il corpo musicale “Lorenzo Perosi” oltre al sindaco Marcello Pontiggia. A celebrare la cerimonia il vescovo emerito di Lugano Pier Giacomo Grampa, a sua volta originario di Caslino. «Don Giorgio era un generoso, un lavoratore instancabile ed ha molto sofferto negli ultimi anni per l’impossibilità di tornare in Etiopia in quel paese a cui aveva dato tanto – ha spiegato il vescovo - Purtroppo il fisico negli ultimi anni non lo sorreggeva più e per questo è dovuto tornare in Italia. Salesiano da 60 anni il prossimo anno avrebbe festeggiato i 50 anni di sacerdozio». «Sono andato in Etiopia a trovarlo ripetutamente – ha raccontato Grampa - A Dilla ha regalato una bella chiesa forse ricordandosi di questa bella parrocchiale di Caslino, con un campanile imponente e poi dodici cappelle. Una chiesa la costruì anche a Pugnido altro paese che seguì. In Africa ha costruito due chiese una terza aveva in animo di realizzarla. Per Caslino è un cittadino esemplare e un cristiano da imitare». Il parroco di Caslino don Stefano Dolci ha poi ringraziato il vescovo emerito, i confratelli e annunciato la sepoltura nella cappella dei sacerdoti nel cimitero del paese. A chiudere il funerale l’Ave Maria suonata con una tromba da un componente del corpo musicale.

(Giovanni Cristiani)


© RIPRODUZIONE RISERVATA