Erba, basta telefonate e social
Dipendenti comunali, nuove regole

La giunta ha approvato il nuovo codice di comportamento

Evitare rapporti con persone “sospette”, curare l’abbigliamento, non perdere tempo sui social network o al telefono, non fare shopping mentre si è in servizio, tenere pulita la scrivania. Ecco le prescrizioni più curiose contenute nella bozza del codice di comportamento dei dipendenti: ora il testo approvato dalla giunta verrà discusso con i sindacati. Prima domanda: perché rifare il codice? Nel 2020, si legge nella delibera di giunta, «l’Anac ha pubblicato nuove linee guida in materia di codici di comportamento delle pubbliche amministrazioni, che prevedono misure di revisione e di aggiornamento». L’obiettivo è intensificare il contrasto alla corruzione e molte disposizioni vanno proprio in questa direzione. Non mancano poi diverse pagine - più filosofiche-motivazionali che prescrittive - pensate per rendere il lavoro efficiente e armonioso. E poi ci sono le curiosità.L’articolo 13 invita a «non attendere, durante l’orario di lavoro, a occupazioni estranee al servizio, quali le ripetute conversazioni telefoniche private; ai social network, salvo che del tutto sporadicamente e mai in presenza di soggetti terzi rispetto all’ente». Bisogna andare in municipio «avendo cura della propria persona e con un abbigliamento consono alle mansioni da svolgere», inoltre è bene assicurare «che la propria postazione di lavoro sia in ordine». Durante l’orario di servizio e delle attività istituzionali all’esterno, «è vietato al dipendente accedere, per interessi personali, a esercizi commerciali e pubblici esercizi»: niente shopping e caffè al bar. Grande attenzione è dedicata alla polizia locale. Gli agenti devono avere «particolare cura della propria persona e dell’aspetto esteriore: l’acconciatura dei capelli, della barba e dei baffi, nonché i cosmetici da trucco, devono essere compatibili con il decoro della divisa». E ancora: gli agenti «non intrattengono rapporti con persone notoriamente dedite ad attività illecite, anche nel caso in cui siano incensurate». Il tasto è dolente. Nel 2013 l’amministrazione di Marcella Tili inserì nel codice il divieto di trascorrere troppo tempo davanti alla macchinetta del caffè: seguirono polemiche e un passo indietro. Nel 2017 l’allora segretario comunale ribadì il concetto con una lettera: polemiche e lettera rimossa. Nel 2019 l’attuale amministrazione ha cercato di introdurre limiti stringenti al diritto di critica sui social network: polemiche e mezzo passo indietro.

(Luca Meneghel)

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