Erba, chiude anche la pizzeria “Cucciolo”  «La spallata del Covid è stata decisiva»
La trattoria pizzeria Il Cucciolo di via Zappa a Erba (Foto by Stefano Bartesaghi)

Erba, chiude anche la pizzeria “Cucciolo”

«La spallata del Covid è stata decisiva»

L’ultima pizza in forno nella serata di domenica 27 settembre, poi giù la saracinesca dopo 16 anni di attività. In primavera la chiusura della “Vispa Teresa”

In primavera è toccato alla Vispa Teresa, ora è il turno del Cucciolo: dopo 16 anni di attività domenica sera 27 settembre la trattoria-pizzeria della famiglia Petta chiuderà i battenti. Un altro segnale della crisi che da mesi investe il settore della ristorazione e che ha coinvolto anche due locali di corso 25 Aprile, Negroni Burger e Como Burger. Nel corso degli anni, Il Cucciolo ha saputo ritagliarsi un posto nel cuore di tanti erbesi. «I miei genitori iniziano ad avere una certa età e vogliono godersi la pensione - spiega Davide Petta - onestamente l’idea di chiudere ci aveva già sfiorati. Poi è arrivato il Covid-19 e diciamo pure che è stata la spinta decisiva: in inverno non potremo più usare la veranda, i coperti da 50 si sono ridotti a 25, gli aiuti statali sono stati una barzelletta». Per andare avanti bisognerebbe reinventarsi, pensare a qualcosa di nuovo.

Angelo Petta con il figlio Davide al bancone della loro pizzeria-trattoria

Angelo Petta con il figlio Davide al bancone della loro pizzeria-trattoria
(Foto by Stefano Bartesaghi)

«Mio papà Angelo ha 67 anni e vuole fare il nonno - dice Davide - proseguire da solo è difficile, soprattutto in questo periodo. Io per fortuna ho già altre offerte di lavoro, segno che abbiamo saputo farci apprezzare: voglio ringraziare i miei clienti, sono giorni che vengono a mangiare l’ultima pizza e alcuni avevano le lacrime agli occhi. Grazie davvero». La storia della famiglia Petta richiama la vicenda di una vera istituzione erbese, il ristorante-pizzeria La Vispa Teresa che ha non ha riaperto a seguito del lockdown dopo decenni di onorato servizio: anche in quel caso l’idea di passare la mano era già latente, ma la pandemia ha dato la spinta definitiva.Sono segnali che non andrebbero sottovalutati. Prima ancora che scoppiasse la pandemia, in cima a corso 25 Aprile ha chiuso la “filiale” erbese di Como Burger, che aveva preso il posto di un’attività molto simile chiamata Black Forest: le serrande restano abbassate, i locali a disposizione di Cho voglia buttarsi nel mondo della ristorazione. Nel mezzo dell’emergenza coronavirus, ha interrotto l’attività anche Negroni Burger, un locale rimasto aperto per qualche anno sul Corso a pochi passi dall’incrocio con viale Magni: il titolare, Fabio Negroni, ha deciso di prendere altre strade. Ogni pubblico esercizio che chiude ha la sua storia e le sue motivazioni, ma la sensazione è che il coronavirus sia stata per tutti una brutta botta.Accogliere nuovamente i clienti significa rinunciare a parte dei coperti, chi ha uno spazio all’esterno avrà enormi difficoltà a sfruttarlo nel corso dell’inverno, senza contare poi tutti gli investimenti necessari per adeguarsi alle normative anti-Covid. Allo stesso tempo, certo non aiuta un centro che ha perso lo smalto e fatica ad attirare visitatori. Nel corso dell’estate si è salvata (molto bene) l’area di piazza del Mercato, dove i pubblici esercizi hanno avuto l’intuizione di riempire la piazza con tavolini e ombrelloni: la speranza è che possa mantenere la stessa vivacità anche nel corso dell’autunno e dell’inverno, trovando un modo per far convivere la convivialità con tutte le misure di sicurezza.

(Luca Meneghel)


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