Erba, il sindaco blocca
ancora il mercato
«Manca sicurezza»

La decisione di Airoldi sulle bancarelle degli alimentari, già tornate in altre città. Ma gli ambulanti non ci stanno: «Bastava spostarlo intorno ai portici»

Gli ambulanti chiedono di ripartire immediatamente dalla vendita dei generi alimentari, il sindaco estende lo stop al mercato con un’ordinanza firmata ieri mattina.

Continua il braccio di ferro tra Confesercenti e l’amministrazione comunale a pochi giorni dall’avvio della Fase 2: al di là di qualche piccolo allentamento, a Erba resteranno forti restrizioni a partire dallo storico mercato del giovedì che nei prossimi mesi potrebbe anche finire fuori città per rispettare le regole del distanziamento sociale.

All’inizio dell’emergenza sanitaria, Veronica Airoldi è stato il primo il sindaco a bloccare gli ambulanti, compresi quelli che vendono generi alimentari considerati di prima necessità. Ieri mattina, con una nuova ordinanza, il primo cittadino ha gelato ogni aspettativa in vista della fase due. «Restano sospesi - scrive - il mercato del giovedì sito in Erba in piazza Vittorio Veneto (per tutti piazza del Mercato, ndr) e il mercato agricolo del venerdì in via Carroccio». Il secondo mercato, che conta una manciata di banchi, è quello di Coldiretti.

«La mia vice Erica Rivolta - spiega il primo cittadino - incontrerà i rappresentanti degli ambulanti nei prossimi giorni, ascolterà le loro istanze e insieme cercheranno una soluzione. Ripartire già dalla prossima settimana, anche se solo dai banchi alimentari, per quanto mi riguarda non è possibile: non ci sono le condizioni per rispettare le norme di sicurezza».

Intanto Confesercenti torna all’attacco. «La senatrice Rivolta - dice Angelo Basilico, direttore di Confesercenti Como - dovrebbe incontrarci lunedì in videoconferenza. A Cantù il mercato riprende senza problemi, così in altri Comuni, non capisco perché solo a Erba debbano esserci questi problemi: noi vogliamo ripartire subito in sicurezza, anche per dare un minimo segno di ritorno alla normalità». (Luca Meneghel)

L’articolo completo su La Provincia di venerdì 1 maggio

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