Erba, soffrono anche i cani del canile  Il Comune cerca un educatore cinofilo
Erminia Gariboldi dell’ufficio diritti degli animali di Erba con il suo Jacques (sdraiato) e Marta

Erba, soffrono anche i cani del canile

Il Comune cerca un educatore cinofilo

Pochi volontari, poche “sgambate”. E l’ufficio diritti degli animali entra in azione

Poche passeggiate con i volontari a causa delle restrizioni anti-Covid, grosse difficoltà a trovare nuove famiglie per i cani. Le ripercussioni della pandemia si fanno sentire anche al canile municipale, tanto che l’amministrazione comunale - attraverso il nuovo Ufficio diritti degli animali - cerca un educatore cinofilo che possa operare in via Manara da dicembre fino alla primavera inoltrata. «Attualmente - spiega l’avvocato Erminia Gariboldi, responsabile dell’Ufficio - la struttura di via Manara ospita 75 cani. Le principali difficoltà sono legate all’impossibilità di muoversi per le persone, i volontari non possono più portare gli animali a sgambare». Il punto, spiega l’avvocato, «è che non si tratta di semplici passeggiate. Sono momenti fondamentali che si inseriscono nel progetto di recupero: così il cane si riabitua al contatto umano, ai rumori della città, si facilità l’adozione e l’inserimento in una famiglia». Senza contare che un cane abituato a frequenti sgambate «è più tranquillo, vive meglio anche all’interno del box». Il canile di Erba, gestito dall’associazione Amici del Randagio, si avvale della collaborazione di un cinofilo. «Ma la stessa persona si occupa di moltissimi canili sul territorio, non può garantire una presenza fissa di cui abbiamo un gran bisogno. Da qui l’avviso del Comune: cerchiamo un educatore cinofilo che possa garantire una presenza più costante fino alla primavera, per un contributo forfettario di 12.500 euro. Si occuperà di definire progetti per i singoli animali, dovrà seguirli da vicino». Il Comune, si legge nell’avviso, cerca una persona «con un titolo professionale conseguito a seguito di un corso biennale di formazione, teorica e pratica, frequentato presso scuole cinofili aventi diffusione nazionale ad impostazione cognitivista, che mettano a disposizione dell’utente-consumatore albi o elenchi attestanti il percorso formativo». Qualcuno, dice Gariboldi, «mi ha detto che siamo troppo selettivi, ma è bene cercare da subito una persona molto qualificata. In Italia ci sono corsi per cinofili che non contemplano neppure la pratica, si fa solo teoria: ecco perché è giusto porre dei paletti». Il curriculum in formato europeo va inviato all’indirizzo [email protected] tra il 2 o il 6 dicembre, oppure si può consegnare mano in municipio previo appuntamento telefonico. L’obiettivo è avviare la collaborazione già dal 15 dicembre, nella speranza che si possa tornare presto a far sgambare i cani con l’aiuto di decine di volontari appassionati.

( Luca Meneghel)


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