«Feste, moto e barca  senza pagare le tasse»  Baldan ai domiciliari
Antonio Baldan nella villa di Alserio lo scorso 8 maggio per il lancio di un nuovo prodotto (Foto by Foto Bartesaghi)

«Feste, moto e barca

senza pagare le tasse»

Baldan ai domiciliari

Alserio: arrestato l’imprenditore delle beauty farm

Secondo la Procura di Milano finanziava il suo impero

eludendo le imposte: debiti tributari per 19 milioni

Malgrado fosse già in detenzione domiciliare per una «condanna definitiva per reati tributari» avrebbe impartito «quotidianamente» disposizioni per evadere il Fisco con fatture false. E con i soldi dell’impresa avrebbe comprato un’imbarcazione, in particolare un «taxi veneziano», una moto, ma anche pagato «trattamenti estetici» per l’ex moglie e viaggi per i figli.

Con queste motivazioni - per reati fiscali e fallimentari - è stato arrestato (e posto ai domiciliari, con altri due collaboratori), Antonio Baldan, 59 anni, milanese ma residente ad Alserio, titolare di un piccolo impero delle beauty farm e del wellness con il Baldan Group, fornitore ufficiale di oltre 6.500 istituti di estetica e circa 2000 farmacie, con 250 agenti della rete di vendita e 90 consulenti.

L’arresto è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Lecco, nell’inchiesta condotta dal pm di Milano Roberto Fontana su debiti tributari per 19 milioni.

Antonio Giuseppe Baldan, secondo quando scrive il gip di Milano, Carlo Ottone De Marchi nell’ordinanza di custodia cautelare, «ha posto in essere un articolato modello operativo che gli ha consentito di svolgere l’attività di impresa per oltre un decennio incentrata sull’omesso versamento delle imposte e dei contributi, eludendo i controlli delle preposte autorità amministrativo fiscali e giudiziarie».

L’inchiesta avrebbe accertato come due società di Baldan Group, attive nel settore della vendita di macchinari per l’estetica e per le quali la Procura di Milano aveva già avanzato richiesta di fallimento, operassero sul mercato «attraverso la sistematica omissione di ogni adempimento fiscale che ha costituito per anni» una «forma di auto finanziamento». A riprova ci sarebbe «la totale assenza, alla data della richiesta di fallimento, di debiti verso istituti di credito».

Baldan e gli altri, tutti amministratori di fatto o di diritto delle società, inoltre, per sottrarre a tassazione i proventi dell’impresa avrebbero creato società estere nel Regno Unito, Olanda, Svizzera, Germania, gestite di fatto dalla società italiana. Così, spiegano gli investigatori, si sarebbero poi accumulati debiti col Fisco e previdenziali per oltre 19 milioni.

L’imprenditore continuava «a finanziare» uno «stile di vita» che si manifestava «attraverso l’organizzazione in ogni week end, presso la propria villa di Alserio di feste con almeno 15/20 invitati ovvero con il recente acquisto online di un nuovo motoveicolo (marca BMW, cilindrata 1250)», pare del valore di circa 20mila euro, «e l’acquisto di un taxi veneziano attualmente ormeggiato sul lago di Como».


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