Il dolore degli amici del luogotenente per i pettegolezzi del paese: «Ignobili, Doriano è morto da eroe»

L’omicidio di Asso Il Pedale bellanese con il nastro nero del lutto. Il comandante era donatore Avis: «Sempre disponibile con tutti»

Un nastro a lutto sul profilo Facebook: «Il Pedale bellanese perde un ciclista ed un amico. Porgiamo le più sentite condoglianze alla famiglia. Ciao Doriano». Il presidente dell’associazione Roberto Balgera ha un bellissimo ricordo del maresciallo Furceri grande appassionato della bicicletta: «Tramite un nostro tesserato che era molto legato a lui è stato convinto a fare il Passo dello Stelvio. A lui piaceva fare un giro “normale” in bicicletta. Ma tanto ha fatto l’amico che ha accettato di fare lo Stelvio. Una volta arrivato, era contentissimo. Ancora di più per uno come lui, grande e grosso e pesante per cui la salita è stata più impegnativa. Alla fine aveva detto che era la cosa più bella fatta in bicicletta». Era stato prima del Covid, all’edizione del “Re Stelvio Mapei”, da Bormio al Passo.

Un altro ricordo è legato al lavoro di carabiniere: «Mi avevano rubato la bicicletta – continua il presidente – ed è stato proprio lui a chiamarmi per annunciarmi che era stata ritrovata in Valsassina». Anche la giornalista Roberta Denti ha parole commosse per il carabiniere: «Doriano è morto da eroe - scrive - Se non si fosse opposto al reintegro finendo per rimetterci la vita, chissà a quali tragedie avrebbe potuto arrivare quell’uomo in divisa ed armato. L’onore, l’etica e la morale di Doriano hanno impedito tutto ciò. Solo un eroe mette avanti, anche alla propria incolumità, il bene della comunità». Da vicina di casa, aggiunge anche una difesa dell’amico «sempre gentile e ironico»; poi condanna le vecchie scritte sui muri di Bellano: «Uno o più maledetti infangarono il suo nome con ignobili “curtigghi” (pettegolezzo, in siciliano, ndr) di paese, colpendo anche la sua famiglia». A lui, siciliano nell’anima e laghée adottivo ha dedicato un bellissimo cielo azzurro su Facebook «all’uomo probo, che amava la vita, la sua famiglia, l’Arma, la buona cucina siciliana, la natura ed i viaggi».

Ed a proposito di cucina, è restata proverbiale la disputa da bar fatta con alcuni bellanesi siciliani di Catania (lui lo era di Palermo) sugli arancini più buoni, naturalmente quelli della sua città. Al bar ricordano quando fece la domanda sulla cosa più bella della Sicilia: la risposta non immaginata da nessuno era stata Totò Schillaci, con la maglia nerazzurra, ovviamente, essendo lui un tifosissimo dell’Inter. Matilde Plazzotta, capogruppo bellanese dell’Avis, afferma: «Era un nostro iscritto, da più di una quindicina di anni ed era rimasto con il nostro gruppo anche dopo il trasferimento ad Asso. Era molto attivo, una persona su cui si poteva contare, sempre disponibile. Aveva fatto l’ultima donazione a metà giugno ed era in lista per la prossima, per il 2 novembre».

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