«L’asilo così non va»: il sindaco revoca
i suoi membri del Cda

Merone La scelta: «Atteggiamento non più coerente, venuto meno il rapporto di fiducia che li lega al Comune». La replica: «Hanno sempre lavorato con buon senso»

«L’asilo così non va»: il sindaco revoca i suoi membri del Cda
L’asilo Zaffiro Isacco, al centro dell’infuocata polemica estiva

Si trovano sulla stessa provinciale il Comune di Merone e la Scuola dell’infanzia Zaffiro Isacco, ma in questi giorni di caldo agostano in quel chilometro scarso tira un brutto vento freddo: un vento di buriana.

Il sindaco Giovanni Vanossi infatti ha deciso di revocare i due rappresentanti del Comune nel consiglio di amministrazione della scuola e la fondazione che gestisce l’asilo ha risposto per le rime dicendo di vedere nella mossa del sindaco una delegittimazione dell’operato dell’intero cda di cui fa parte anche il parroco don Marco Zanotti. Reciproche accuse nate da dei cambi del personale.

La convenzione

Il Comune di Merone con decreto del sindaco del 26 luglio scrive infatti: «Atteso che sono occorse nell’ultimo anno scolastico diversi eventi presso la Fondazione scuola d’infanzia Zaffiro Isacco, tra cui licenziamenti e dimissioni volontarie, che non sono state gestite con la doverosa collaborazione istituzionale e che hanno creato fraintendimenti con la cittadinanza».

Il sindaco ha per questo revocato i suoi rappresentanti in seno alla fondazione che gestisce la scuola, mancherebbe, si legge nel decreto la fiducia in Alfredo Fusi e Marco Maci.

«L’atteggiamento dei due rappresentanti nominati non è più coerente con gli indirizzi di questo ente ed è venuto meno il rapporto fiduciario che lega il consiglio comunale al lavoro presso la Fondazione dei due soggetti nominati. Ritenuto infine di dover nominare dei soggetti che abbiamo dei profili professionali più attinenti alla didattica e alla pedagogia, anche per supportare la Fondazione in vista della riorganizzazione del personale educativo».

Il sindaco sentito non va oltre quanto scritto nel decreto: «Non ho nulla da commentare, le motivazioni si possono leggere nel decreto – spiega Giovanni Vanossi -. Il mandato è fiduciario del sindaco ed è venuto a mancare il rapporto fiduciario, anche in considerazione delle dimissioni delle insegnanti storiche della scuola».

Del 29 luglio la risposta a sindaco e consiglieri della Fondazione, una lettera di nove pagine: «Il contributo gratuito dei due rappresentanti, da parte di Maci per 13 anni, è andato sempre nella direzione del buon senso e della buona amministrazione a tutela della comunità e della fondazione».

Botta e risposta

«Nel decreto comunicatoci a nostro parere il diritto sfocia nel giudizio, sommario e lesivo, non solo nei confronti dei singoli ma dell’intero cda, mettendone in dubbio integrità e onestà. Parlare di aperto contrasto con gli indirizzi programmatici e di inefficienza e pregiudizio ci risulta essere offensivo, oltraggioso e svilente per le persone e le loro competenze. C’è un tentativo d’ingerenza in atto con svilimento del buon nome della scuola. Si parla di un licenziamento per il minor numero di bambini e di dimissioni volontarie. Bastava infine una telefonata».

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