Luci ultraviolette nelle scuole di Albese  «Stiamo sanificando tutte le aule»
Le luci ultraviolette di colore blu attive di notte nelle scuole di Albese con Cassano

Luci ultraviolette nelle scuole di Albese

«Stiamo sanificando tutte le aule»

Le lampade speciali vengono attivate solamente quando non ci sono gli alunni. «Le usano nelle sale operatorie e impediscono alle infezioni di propagarsi negli ambienti»

Le aule di elementari e medie dell’istituto comprensivo albesino di notte si illuminano di blu. All’interno l’amministrazione comunale ha infatti montato delle lampade Uv attive per sanificare gli ambienti e che si spera possano tenere ulteriormente lontani i virus.

La novità era stata annunciata nelle scorse settimane dal sindaco di Albese con Cassano Carlo Ballabio: nella pausa natalizia si è quindi intervenuti per posizionare le speciali lampade al neon in tutte le classi.

L’operazione è costata circa 15mila euro, circa mille euro per aula. «Abbiamo posizionato dei tubi, alla vista del tutto simili a quelli al neon, che affiancano l’illuminazione tradizionale, due per ogni aula con dei sensori che permetteranno di attivarli quando non ci sono movimenti all’interno – spiega il primo cittadino -. Ci saranno anche dei temporizzatori, in questo modo si potranno sanificare gli ambienti sia dopo l’orario scolastico sia, volendo, nell’intervallo».

Le lampade hanno già iniziato a funzionare: «In questi giorni in attesa del rientro a scuola le stiamo accendendo di notte, poi con la ripresa dell’attività le lampade saranno accese nell’intervallo e sempre dopo l’orario delle lezioni. In ogni caso il sensore di movimento andrà a verificare non ci siano presenze all’interno delle aule».

Al di là del Covid l’investimento è nella direzione di una sanificazione degli spazi frequentati dai bambini.Spiega il sindaco: «Le lampade Uv non sono utili solo contro il Covid ma contro tutti i virus, contro germi e batteri, permetteranno di avere tutte le quindici aule sanificate. L’impegno è complessivamente di mille euro ad aula appunto».

Giovanni Cristiani


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