Maltratta la compagna disabile. La Procura: subito il processo

Erbese Il fratello della donna ha fatto scattare l’inchiesta dei carabinieri. L’accusato ammette solo qualche battuta «senza intento denigratorio»

La Procura di Como, con un atto a firma del pubblico ministero Alessandra Bellù, ha chiesto il giudizio immediato per l’uomo dell’Erbese, 53 anni, sospettato di aver maltrattato più volte la compagna disabile. Una vicenda di cui avevamo scritto in passato e che aveva portato anche ad emettere una misura cautelare prima in carcere poi ai domiciliari, modificata dopo l’interrogatorio di fronte al giudice delle indagini preliminari.

La difesa

L’udienza è stata fissata per maggio. Toccherà ora alla difesa, con l’avvocato Maruska Gervasoni, valutare la situazione e scegliere se accettare l’udienza dibattimentale oppure se chiedere riti alternativi. Al momento la decisione, in tal senso, non è ancora stata presa. L’accusa nei confronti dell’uomo è di aver maltrattato la compagna convivente che ha problemi importanti di deambulazione, fatto che aveva reso questa storia ancora più antipatica.

I fatti di cui stiamo parlando sarebbero avvenuti tra il 2020 e il mese di settembre del 2023, data dell’esecuzione della misura cautelare in carcere che, come detto, è poi stata modificata con quella meno afflittiva dei domiciliari ovviamente non in casa della compagna. La richiesta della modifica era stata avanzata dalla difesa al termine dell’interrogatorio di garanzia in cui il sospettato aveva sostenuto di non aver mai picchiato o fatto violenza fisica contro la compagna aggiungendo solo di aver fatto qualche battuta, ma sempre senza alcun intento denigratorio.

Divieto di avvicinamento

In sostanza, il cinquantatreenne aveva negato su tutta la linea le accuse che gli erano state mosse. Oltre ai domiciliari il gip aveva comunque disposto anche il divieto a contattare e ad avvicinare la compagna. Il pm che ha sul tavolo il fascicolo aveva comunque dato parere negativo alla scarcerazione. È una brutta storia quella su cui hanno indagato in queste settimane i carabinieri della Compagnia di Como, mossi da una segnalazione che era stata girata la scorsa estate – era il 17 di agosto – dal fratello della vittima che vive altrove ma che era arrivato nell’Erbese per stare un po’ con la sorella.

Nel breve spazio di quelle ore, tuttavia, il compagno convivente della donna l’aveva malmenata, prendendola anche per il collo, solo perché la signora aveva provato a contraddirlo.

Il fratello, turbato da quella scena, aveva così raccontato la storia ai carabinieri che avevano iniziato ad in indagare. Secondo il capo di imputazione l’uomo si sarebbe reso protagonista di «continue percosse» con sberle e prendendo la compagna per il collo, ma anche di ingiurie e di «atti vessatori e di umiliazione» con l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di una persona con una disabilità.

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