Orsenigo, in 31 al diritto di legnatico  Apertura alle donne dopo 861 anni
I partecipanti al diritto di legnatico 2021 (Foto by Stefano Bartesaghi)

Orsenigo, in 31 al diritto di legnatico

Apertura alle donne dopo 861 anni

Il sindaco: «Stiamo valutando l’assegnazione ai capifamiglia»

Una storia lunga 861 anni o forse anche di più: il abbastanza freddo ma baciato dal sole di sabato 27 novembre ha accompagnato l’antichissimo rito del diritto di legnatico. Dopo tre anni di pausa, in 31 hanno partecipato all’assegnazione di un lotto di Brughiera da ripulire e da cui ovviamente poter trarre legna. Il diritto è riservato ai cittadini maschi, di età compresa fra i 18 ed i 60 anni, residenti in paese da almeno dieci anni.

Un rito che ha le sue radici nella società patriarcale medievale: non è esclusa però, come conferma il sindaco Mario Chiavenna, una revisione del regolamento che apra la partecipazione anche alle donne pur preservando la sua cifra millenaria. Il diritto di legnatico consiste nel taglio di robinie mature, di piante instabili, nell’asportazione di piante morte o irrimediabilmente danneggiate o abbattute dagli agenti atmosferici; l’assegnatario deve ripulire il sottobosco limitatamente alle essenze di prugnolo tardivo ed arbusti infestanti.

Poco dopo le 13 il campanone della parrocchia di San Martino ha dato l’annuncio: gli aventi diritto alle 13.30 erano davanti alla Cassinazza per il ritrovo; bussolotto alla mano i quattro partitori, Valerio e Luigi Lambrughi, Paolo Raimondi e Mario Ripamonti hanno guidato il gruppo per il sorteggio. Tra loro anche il decano, Mario Meroni, 87 anni, che da almeno 73 anni partecipa al legnatico, da quando aveva 14 anni.«È una vita che partecipo – racconta– La Brughiera la conosco tutta; fin da piccolo venivo con mio papà e i miei fratelli (i sacrestani del paese, ndr)».

Il sindaco Chiavenna, orsenighese doc e da sempre difensore delle tradizioni, ha ringraziato tutti: «È davvero bello essere dopo due anni di pandemia – commenta – Sulle donne potremmo aprire: stiamo valutando di poter introdurre l’assegnazione ai capifamiglia, indipendentemente dal fatto che siano uomini o donne».

(Simone Rotunno)


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