Riserva di Montorfano  «Stop alle auto da primavera»
La prossima primavera non si potrà più posteggiare nella Riserva

Riserva di Montorfano

«Stop alle auto da primavera»

Il sindaco Capuano annuncia la svolta: «Farò rispettare il divieto previsto nelle norme tecniche. Chi andrà al lido posteggerà al cimitero o alla Rsa, metteremo cartelli e i trasgressori saranno multati

Il 14. Tutto si gioca su questo numero, quasi come alla tombola, che è il numero dell’articolo delle norme tecniche del piano della Riserva del Lago di Montorfano.

Il sindaco, Giuliano Capuano, e il suo vice, Luca Limonta, sono al lavoro con un obbiettivo chiaro e dichiarato esplicitamente: dalla prossima primavera basta auto nella Riserva e ovviamente basta sosta nel parcheggio adiacente al Lido, attualmente di proprietà della famiglia Barbavara Merry del Val, storica famiglia nobiliare, proprietaria di gran parte dei terreni che si affacciano sul lago.

Capuano e Limonta tirano dritto: «Non ce l’abbiamo con alcuno – sottolineano – Ci sono delle norme chiare e quelle dobbiamo fare rispettare. Non possiamo tergiversare: va tutelata la Riserva e certamente va difeso il Lido, attività storica. Capiamo le perplessità dei gestori, ma una Riserva ben tenuta e protetta, non allontana turisti e visitatori, anzi li invoglia maggiormente a venire». E chi andrà al Lido dove dovrà parcheggiare? «Metteremo i cartelli per la sosta nel parcheggio del cimitero e in quello che si trova sotto la rsa – spiega il vicesindaco – Si tratta di aree a due passi dalla strada di accesso alla Riserva: non sono 400 metri a piedi che scoraggiano le persone. Non sono, come qualcuno sostiene, contro il Lido, anzi lunga vita al Lido, storia del paese, che va tutelato. Rivedere accessi e soste permetterà ulteriori benefici al Lido. Basta far west: applichiamo le norme e tuteliamo lago e Riserva». Sindaco e vice annunciano anche contatti col Parco regionale della Valle del Lambro, ente gestore della Riserva, per valutare la creazione di un camminamento pedonale intorno al lago.

L’articolo completo su La Provincia in edicola oggi, 24 ottobre


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