Terapia intensiva libera dal Covid  A Erba ripartono gli interventi
Il reparto Covid-19 dell’ospedale di Erba (Foto by Fatebenefratelli-Provincia Lombardo veneta)

Terapia intensiva libera dal Covid

A Erba ripartono gli interventi

Nessuno dei 38 pazienti con il virus è nel reparto di emergenza del Fatebenefratelli. La direzione sanitaria: «Non abbassiamo la guardia, siamo pronti per ogni nuova emergenza»

La terapia intensiva è tornata Covid-free, mentre nell’area riservata ai pazienti non gravi colpiti dal coronavirus ci sono 38 letti occupati.

Non sono pochi, ma siamo lontani dal picco dei cento ricoveri toccato alla fine del 2020 nel pieno della seconda ondata. L’ospedale Fatebenefratelli torna a respirare: «L’allentamento della pressione sulla terapia intensiva ci consente di riprendere a lavorare sugli interventi chirurgici con maggiore assiduità».

Tra le dirette conseguenze della pandemia, da un anno a questa parte, c’è il rallentamento (in alcuni periodi è stata una sospensione vera e propria) di tutte le prestazioni sanitarie che nulla avevano a che fare con il virus Sars-CoV-2: visite specialistiche, interventi chirurgici programmati che sono stati rinviati a tempi migliori.

Con la terapia intensiva piena, in particolare, è difficile programmare gli interventi chirurgici: i medici anestesisti e rianimatori sono impegnati a tempo pieno nel reparto con i pazienti che lottano contro il coronavirus. Nei periodi più bui (marzo e aprile, novembre) nell’area Covid sono stati dirottati anche molti medici di altri reparti.

«Nell’area Covid-19 - fanno sapere dalla direzione sanitaria guidata da Pierpaolo Maggioni - abbiamo ancora 38 pazienti, mentre la terapia intensiva è tornata Covid-free». Tra le persone ricoverate al Fatebenefratelli per il virus, insomma, nessuno versa in una situazione tanto grave da richiedere il trasferimento nel reparto guidato dal primario Luca Guatteri.

«Questo ci consente di tornare a lavorare sugli interventi chirurgici a ritmo più sostenuto. Ovviamente non abbassiamo la guardia, tra la prima e la seconda ondata siamo pronti a cogliere i minimi segnali.

Luca Meneghel


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