Mercoledì 18 Novembre 2009

Rosa e Olindo trasferiti
Ora sono più vicini

ERBA Olindo, ora, è «psicologicamente sollevato». Rosa, forse, pure. Anche se, al suo arrivo nel nuovo carcere, l'accoglienza non è stata delle più calorose: le detenute avrebbero infatti protestato con qualche grida e battitura di inferriate. Poco male, pare. Perché la decisione del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di avvicinare i coniugi condannati in primo grado all'ergastolo per aver massacrato tre donne e un bambino, e da sabato trasferiti lui a Opera e lei a Bollate, entrambi nel Milanese, pare essere stata accolta con sollievo sia da Rosa Bazzi che da Olindo Romano. Nonché dai loro avvocati. Luisa Bordeaux, ad esempio, parla di «un ottimo risultato», spiegando che il trasferimento di Rosa da Vercelli a Bollate «rende più facile la difesa in vista del processo d'appello» fissato per il 17 marzo prossimo a Milano. Fabio Schembri, dal canto suo, non fa mistero di essere «soddisfatto perchè», con il trasferimento in due carceri vicini, «non solo sono assicurati i colloqui come aveva deciso il giudice di sorveglianza» di Reggio Emilia, ovvero il magistrato che con le sue richieste di chiarimenti al Dap ha di fatto dato il via al trasferimento dei due imputati, «ma anche perché, in questo modo, sono maggiormente soddisfatte le esigenze difensive».

f.angelini

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