Giovedì 19 Novembre 2009

Imprese, l'Agenzia delle tasse
ridimensiona tre sedi in provincia

Rivoluzione e nuova struttura organizzativa per l’Agenzia delle entrate a livello provinciale, con un modello organizzativo che prevede l’alleggerimento dei compiti e delle dimensioni degli uffici di Erba, Menaggio e Cantù. Da lunedì scatta infatti lo spostamento dei servizi di controllo nella Direzione provinciale che dovrebbe prendere avvio, con tutta la riorganizzazione, proprio dall’inzio della prossima settimana. La parte relativa ai servizi rimarrà per gran parte negli uffici territoriali di Erba, Menaggio e Cantù. I compiti anche dei servizi, legati proprio al controllo delle aziende, saranno invece spostati a Como con la logica difficoltà di relazionarsi per singoli e aziende. Il nuovo assetto dell’Agenzia delle entrate prevede l’istituzione di una Direzione provinciale (Como), con competenze esclusivamente sul controllo e sul contenzioso, e di uffici territoriali (Cantù, Erba. Menaggio), che cureranno l’assistenza e l’informazione dei contribuenti. Sempre gli uffici territoriali, inoltre, si occuperanno di alcune specifiche attività come, ad esempio, quelle relative ai rimborsi, ai controlli formali sulle dichiarazioni, agli accertamenti parziali automatizzati, a quelli sull’imposta di registro, al rispetto dell’obbligo di emissione di scontrino e ricevuta fiscale. All’Ufficio Controlli sarà prevalentemente affidata la cura delle attività di contrasto all’evasione e contenzioso tributario, mentre i tre Uffici Territoriali continueranno ad assicurare i servizi di informazione e assistenza ai contribuenti. Da parte della Cgil non si ritiene però la strada migliore quella intrapresa, a livello nazionale, per la riorganizzazione degli uffici dell’Agenzia delle entrate.

«Con questo accentramento che partirà a breve anche a Como, mancherà la rappresentatività sul territorio, andando a spostare molte funzioni nel capoluogo creando logicamente dei problemi - spiega Vincenzo Gaudiosi segretario funzione pubblica di Como per Cgil -. Secondo noi queste scelte indeboliscono la lotta all’evasione per una minore presenza territoriale e perché il personale spostato a Como se non formato sarà da formare. Si perde poi l’autonomia delle sedi territoriali».

Minore presenza per svolgere alcune delle pratiche e, a detta dei sindacati, minore presenza in generale: «Mi sembra che l’organizzazione ancora attuale per alcuni giorni funzionasse efficacemente, non capisco perché cambiare. Noi a livello regionale abbiamo rotto il tavolo delle trattative principalmente per quanto riguarda la mobilità».

La riorganizzazione riguarda in totale circa duecento persone, tra di loro alcuni dovranno spostarsi su Como, per ora una ventina di loro hanno dato la disponibilità volontaria: «Sono venti circa i dipendenti che volontariamente hanno dato la loro disponibilità a spostarsi su Como. Ad oggi non sappiamo se poi saranno chiesti altri spostamenti, in quel caso non volontari. La riorganizzazione partirà il 23 novembre, allora forse ci potrà essere maggiore chiarezza».

s.casiraghi

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