Mercoledì 25 Novembre 2009

Click day, il bluff dei crediti:
80 imprese contro Tremonti

Il clik day fa scattare le vie legali. Gli industriali comaschi non hanno gradito la poca accessibilità del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo. E così oltre 80 sono i ricorsi di imprese comasche presentati nei confronti del ministero dell’Economia, dicastero che ha negato crediti d’imposta per almeno 2 milioni di euro. Una protesta contro «regole che non si cambiano in corso d’opera», ma soprattutto una rivolta perché nessun imprenditore accetta di essere escluso da un’agevolazione fiscale senza una motivazione di merito.


Il bonus fiscale si è trasformato in un «rubabandiera» quel gioco che fanno solo i bambini e che assegna la vittoria alla squadra più veloce nel prendere il foulard o la sciarpa a chi lo sbandiera. Proprio alla «rubabandiera» accenna l’avvocatessa comasca Elena Galbiati che assiste le imprese nel ricorso - in realtà è una sorta di class action - con il quale impugna il click day del 6 maggio scorso e che sarà discusso davanti alla Commissione tributaria di Pescara, poiché le aziende hanno trasmesso al Centro operativo abruzzese il formulario contenente i dati necessari alla determinazione del credito e alla verifica dei requisiti per poterne usufruire.


Il 6 maggio si era appunto «celebrato» il cosiddetto click day, giornata dedicata all’invio telematico dei formulari. La procedura, aperta alle ore 10, si è chiusa dopo 35 secondi,


In prima battuta il credito dimposta sull’innovazione doveva essere automatico, poi il decreto legge anticrisi consentì l’accesso solo a chi avrebbe fatto domanda attraverso il sito del ministero il 6 maggio, appunto. Ma il plafond di 1,62 miliardi andò esaurito in 35 secondi. Il tempo sufficiente anche per esaurire l’intero ammontare di 375.200.000 euro stanziati per il 2008. Solo il 24% delle richieste è stata soddisfatta. Il 76% è arrivato dal 36esimo secondo in poi.

s.casiraghi

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