Sindaco condannato
per il lago ferito

Carate Urio: per il cantiere delle 28 villette di Sassello, Daniele Maggi, è stato riconosciuto colpevole di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio a fini patrimoniali. Dalle stesse accuse è stato invece assolto il direttore generale Cosimo Montalto

CARATE URIO Alla fine il cantiere delle 28 villette di Sassello è costato la condanna a nove mesi del sindaco Daniele Maggi, riconosciuto colpevole di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio a fini patrimoniali. Dalle stesse accuse è stato invece assolto il direttore generale Cosimo Montalto, il solo altro imputato del processo visto che in precedenza aveva già patteggiato il costruttore, Marco Tramarin di Merone. Sono stati i giudici di Brescia a condannare Maggi. Il fascicolo è finito lì perché il suo coimputato Montalto - negligente sì, malvivente no, hanno stabilito i magistrati - a Como emetteva sentenze in veste di giudice onorario e dunque era opportuno cambiar aria. Il direttore generale aveva sottoscritto e ratificato l’atto falso con cui la giunta di Carate, nel novembre del 2002, assegnò a Tramarin l’esecuzione del famoso Piano di edilizia economico progettato dall’urbanista Giuseppe Tettamanti su indicazione di Maggi. Un atto falso, hanno stabilito i giudici, perché al momento della stipula l’imprenditore edile non era in possesso dei terreni da edificare, né avrebbe potuto edficarli. Da questo "peccato originale" sarebbero scaturite tutte una serie di conseguenze a catena che hanno poi portato alla condanna dell’attuale sindaco Condanna che, va detto, è coperta dall’indulto, che rende inefficace anche i nove mesi di sospensione dall’incarico pure indicati in sentenza.

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