Sabato 06 Febbraio 2010

Bimbo morto nell'incidente
Il guidatore sotto effetto di droghe

TURATE A tristezza si aggiunge ulteriore tristezza. Dall'ospedale Niguarda di Milano, dove si trova ricoverato in coma dal giorno dell'incidente, è giunta la notizia che gli esami tossicologi a cui è stato sottoposto Giovanni Valente, 23 anni di Turate, hanno accertato che si trovava alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Nel sangue dello zio del piccolo Pasquale Perri, deceduto a seguito dello scontro dell'automobile su cui si trovava in compagnia di Giovanni, sono state infatti ritrovate tracce di tetracannabinoidi (cannabis).  L'esito di questi esami è stato girato alla polizia locale di Solaro, la forza dell'ordine a cui spettano i rilievi del tragico incidente ed è stata informata anche la Procura di Monza, che ha aperto un'inchiesta e che contesterà allo zio la guida in stato di alterazione psicofisica. La famiglia del piccolo Pasquale vive a Paravati, una frazione del comune di Mileto, nelle vicinanze di Vibo Valentia (in Calabria). Il piccolo si era trasferito a Turate in quanto era in cura a Milano per una terribile malattia, la leucemia, che stava combattendo in una clinica.
L'incidente si era verificato nel pomeriggio di lunedì in via Berlinguer a Solaro, in provincia di Milano: da quanto era stato ricostruito, Giovanni Valente stava proprio accompagnando il nipote per una seduta in clinica e aveva improvvisamente perso il controllo della sua Kia Picanto. La vettura era andata a scontrarsi prima contro un'Alfa e poi era volata fuori strada, un impatto violentissimo. Il piccolo, che gli agenti della polizia locale hanno accertato non fosse seduto e legato con le cinture su un seggiolino, era stato catapultato all'esterno dell'abitacolo e il suo corpo era stato ritrovato dai soccorritori solo in un secondo momento in una siepe. Del tutto vani erano stati i tentativi di rianimarlo. Gravissime erano apparse anche le condizioni dello zio, 23 anni residente a Turate, che non ha mai ripreso conoscenza ed è in stato di coma.

f.angelini

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